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È stata presentata dal gruppo consiliare Azione e +Europa Fano una mozione riguardante l’Organizzazione del Servizio Sanitario Regionale. La mozione chiede che a livello locale si prenda atto di quanto previsto dalla normativa nazionale attraverso il D.lgs. 15 settembre 2017, n. 147  “Disposizioni per l’introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà” che prevede l’adozione di ambiti sociali  e sanitari omogenei che trovino coincidenza per le attività di “programmazione ed erogazione integrata  degli  interventi”  e dalla normativa regionale all’ art. 7 punto 8, comma 1 della LR 1 dicembre 2014, n. 32 “Sistema regionale integrato dei servizi sociali a tutela della persona e della famiglia”, in cui le parole: “secondo quanto previsto dall’articolo 9, commi 6 e 7, della L.R. 13/2003” sono sostituite da: “in modo da assicurarne la coincidenza con gli ambiti dei distretti sanitari”. Azione e più Europa mettono in campo la loro attenzione ai temi sociali connessi con quelli sanitari compresi quelli afferenti alle politiche attive del lavoro. “La pandemia ha dimostrato come sociale e sanitario siano assolutamente connessi e debbano essere coordinati al fine di produrre una gestione territoriale dei servizi socio sanitari ottimale. Ad oggi contiamo 23 ambiti sociali e 13 ambiti sanitari, un’incongruenza che genera confusione e non fornisce un servizio valido a chi ne ha bisogno. Anziani, disabili, persone affette da patologie e che necessitano di assistenza pagano i prezzi di un sistema che può e deve essere più efficiente” dichiara Cora Fattori, consigliera comunale.  “In particolare, per il territorio di cui Fano fa parte si evidenzia come l’Ambito sociale 6, che di fatto copre tutta l’area della vallata del Cesano a partire dal comune di Mondolfo fino al Comune di Pergola e in maniera alquanto disfunzionale è di fatto confinata sulla vallata del Metauro creando quindi evidenti criticità alle reti dei servizi alla persona. Occorre procedere  con  il coinvolgimento dei Sindaci degli Ambiti Sociali  rappresentati dall’Anci regionale, tenendo presente che ambiti sociali, distretti sanitari e in aggiunta i centri per l’impiego dovranno trovare bacini omogenei per numero di abitanti, per  aree territoriali costiere, collinari e montane, per reti di servizi sanitari, sociali e del lavoro” prosegue il Capogruppo Stefano Marchegiani che aggiunge “il nostro Ambito sta lavorando bene ma potrebbe lavorare meglio attraverso un ripensamento territoriale come quello richiesto, ecco perché chiediamo che sospenda per il momento, la scelta del modello del rafforzamento dell’Ambito Sociale 6 per la gestione associata, in attesa della  applicazione della normativa regionale della riduzione degli Ambiti Sociali”. Dopo anni in cui si tenta di realizzare tale integrazione adesso i tempi sono maturi e c’è una reale possibilità che il nostro territorio non può perdere. La mancata integrazione tra ospedale e territorio può essere superata attraverso un’integrazione coordinata con gli ambiti sociali. Dieci anni fa si raggiunse la mediazione prevedendo 17 distretti sanitari coincidenti con altrettanti ambiti territoriali. Si erano evidenziare a tale proposito criticità economiche aumentando i distretti sanitari di 4 unità, ma se si operasse una seria digitalizzazione del servizio sanitario, ad oggi troppo burocratico e con gravi inefficienze, il costo della struttura amministrativa non aumenterebbe, a fronte di un servizio finalmente adeguato al nostro tempo. Basterebbe guardare al sistema dell’Emilia Romagna che ha fatto della digitalizzazione uno strumento utile di assistenza (cartella digitale, prenotazioni, ritiro referti, pagamenti da remoto, prenotazione visite e servizi, ecc…). Una mozione che pensa quindi in modo operativo a come migliorare i servizi alla persona nel nostro territorio, senza fermarsi in inutili polemiche ma con proposte serie ed operative.

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I consiglieri firmatari
GRUPPO AZIONE +EUROPA FANO
Il capogruppo Stefano Marchegiani
La consigliera Cora Fattori

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