FOSSOMBRONE La vertenza sanità a sostegno dell’ospedale di Fossombrone ha imboccato unitariamente la via giusta dopo l’approvazione in consiglio comunale del documento redatto dalla commissione speciale interpartitica. Dati significativi «il coinvolgimento dei Comuni limitrofi; il bacino d’utenza di 40mila abitanti; l’urgenza che l’ospedale sia inserito nella rete ospedaliera provinciale; un confronto diretto con la giunta regionale; la rivendicazione dei posti letto di lungodegenza rimasti nel limbo dalla gestione Mezzolani». Le richieste inderogabili riguardano «un Punto di primo intervento presidiato da medici e infermieri in grado di accogliere pazienti, fare diagnosi e poter gestire in autonomia i codici bianchi e i codici verdi H24 con la possibilità di effettuare diagnostica strumentale; chimica di laboratorio e quanto altro serve. Mantenimento del servizio di emergenza-urgenza Potes H24 con ambulanza medicalizzata; potenziamento del comparto radiologico; adeguamento dell’ambulatorio specialistico; attivazione del reparto di post-acuzie con riabilitazione dedicata; attività di day surgery in ambito oculistico, ortopedico, ecc. utilizzando le sale operatorie; un minimo di posti letto di medicina a supporto delle attività di day surgery e del PPI; chirurgia ambulatoriale di media-bassa complessità, nonché gli esami diagnostici di tipo invasivo». Punto di riferimento è «il futuro modello organizzativo sanitario che la Regione Marche sta predisponendo con la riforma in atto perché riqualifichi ruolo e funzioni dell’ospedale ridotto allo status di “comunità”». Altresì, in merito ai servizi sanitari territoriali legati al distretto «bisogna potenziare le visite specialistiche mediche domiciliari, la fisioterapia e il servizio prelievi al fine di supportare l’attività dei medici di medicina generale relativamente ai pazienti che non sono autosufficienti o hanno gravi difficoltà a spostarsi. Inoltre implementare il fascicolo sanitario elettronico e le varie procedure di accesso al fine di snellire il lavoro dei medici di medicina generale e consentire ai pazienti stessi di avere accesso facilitato alloro storico sanitario; potenziare il servizio trasporto dedicato per i dializzati e per coloro che vengono dimessi dalle strutture ospedaliere dopo il ricovero». Un documento chiaro, frutto di un’intesa all’insegna della collaborazione, con l’unico obiettivo di arrivare a concretizzare un obiettivo qualificante per l’intera comunità. Si attendono ora i riscontri. Il piano strategico redatto può dare la svolta definitiva.






















