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Ruggeri suona la sveglia alla Regione: “Lavoro a una proposta migliorativa”

“La normativa marchigiana sul fotovoltaico a terra appare ormai datata, anche troppo generica, e purtroppo la Regione non è riuscita a stare al passo con le esigenze poste, in questo settore, dalla difesa del paesaggio e dell’ambiente”. Lo afferma la capogruppo dei 5 Stelle in consiglio regionale, Marta Ruggeri, preannunciando una proposta per aggiornare e migliorare un quadro di riferimento normativo risalente al 2010. “Sono già al lavoro insieme con i miei assistenti”, prosegue Ruggeri. Il suo intervento parte dal progetto di un parco fotovoltaico esteso per oltre 45 ettari, sulle colline tra Fano e Cartoceto, che ha evidenti riflessi di interesse per tutte le comunità marchigiane, stanti le attuali e pressanti esigenze energetiche italiane. “Per prima cosa – sostiene la capogruppo dei 5 Stelle – ribadisco che M5S è favorevole all’installazione di impianti fotovoltaici, purché avvenga entro limiti e paletti che preservino tanto il suolo agricolo quanto il paesaggio. L’indicazione di preferenza è quindi per i pannelli su edifici e capannoni. Serve quello scatto in avanti normativo che finora non c’è stato nelle Marche, ma che c’è stato in altre Regioni, e l’impressione è che nemmeno l’assessore regionale Stefano Aguzzi se ne sia accorto finora. Mi spiego con l’esempio del Veneto, che proprio quest’anno ha approvato una legge molto articolata. Prescrive che cosa si possa fare e dove lo si possa fare, identificando zone idonee e zone inadeguate. Aspetto importante: le amministrazioni provinciali del Veneto sono obbligate a individuare le zone agricole di pregio su cui vietare il fotovoltaico a terra”. Nella nostra regione l’attuale normativa di riferimento è la delibera numero 13 del lontano 2010. “L’atto – conclude Ruggeri – individua in linea generale le aree non idonee, demanda però ai Comuni di individuarle dal punto di vista cartografico. Per quanto ne sappia, hanno adempiuto soltanto poche amministrazioni comunali: ecco per quale motivo è giusto prevedere, come ha fatto il Veneto, un ruolo di regia per le Province, che hanno voce in capitolo in fatto di valutazioni Via e Vas. I sindaci, in particolare dei piccoli centri, sono infatti già oberati di lavoro”.

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