Ruggeri: “Aumento diffuso degli atteggiamenti sbagliati, serve un recupero di cultura”
Gli insulti a sfondo razzista negano il senso dell’umanità e sono ancor più dannosi in contesti di alto valore educativo per i giovani quali lo sport e in particolare il calcio, dove invece sono sempre più diffusi gli episodi e gli atteggiamenti di intolleranza. Corretto che la società fanese abbia subito preso le distanze e condannato le parole inqualificabili, così come riportano i media, rivolte da una persona tra il pubblico a una quindicenne giocatrice dell’Ancona Respect, squadra di calcio femminile Under 17 impegnata in una trasferta a Fano. Resta l’esigenza di liberare il mondo dello sport da cori, slogan, parole e atteggiamenti umilianti per l’avversario. Un pessimo esempio che continua a diffondersi dalle curve ultrà ai campetti di periferia, dalla massima serie alle categorie minori e giovanili. Nessuna attività umana ammette discriminazione razziale e intolleranza. Se si vuole che lo sport continui a veicolare valori positivi come il rispetto altrui, è necessario per prima cosa un recupero di cultura. Possono contribuirvi in modo significativo sia l’associazionismo sia le istituzioni come gli enti locali e la scuola. Insultare chiunque indossi altri colori sportivi non è fare gioco per la propria squadra, è invece un gesto offensivo, contrario all’etica sportiva e squalificante.
Marta Ruggeri capogruppo M5S in consiglio regionale






















