Un migliaio di persone alla Fiaccolata per Anastasiia, la giovane profuga di 23 anni uccisa a Fano alcuni giorni addietro. Il corteo, silenzioso, si è incamminato dal Pincio fino a piazza 20 Settembre, dove hanno preso la parola il sindaco Massimo Seri, il vescovo Armando Trasarti e l’assessora comunale Sara Cucchiarini. Gli interventi hanno rimarcato il senso dell’iniziativa, che ha avuto le sue molle nella solidarietà verso la famiglia della vittima (madre di un bambino di due anni, aveva trovato lavoro in una trattoria fanese) e nella condanna della violenza sulle donne. In conclusione della fiaccolata, organizzata dall’amministrazione comunale, dalla comunità ucraina a Fano e da alcune associazioni locali, è stato ricordato che al Paricentro in via Montevecchio 46 si ricevono i beni di prima necessità per la famiglia di Anastasiia (recapito telefonico 0721/887385), mentre la raccolta di fondi è seguita da Caritas Diocesana. Per contribuire: codice Iban IT 64 S 06230 24310 0000 15206432, causale: Raccolta per Anastasiia. In piazza centrale si è formato un folto capannello di persone, segno che la tragica vicenda ha scosso la sensibilità dei fanesi.
Poi musica classica (Anastassia insegnava pianoforte e canto), lancio in cielo di un pallone bianco, preghiera in ucraino e affissione di un cartello con la scritta contro la violenza sulle donne: Gli uomini di Fano dicono No. Numerosi vi hanno impresso il palmo di una mano, intingendola nella tempera bianca, per lasciare una propria testimonianza come richiesto al microfono da uno fra i promotori dell’iniziativa, il cantautore fanese Luca Vagnini. La cera delle fiaccole è stata raccolta e consegnata alle volontarie dell’associazione Uniti per l’Ucraina, che la fonderanno per farne torce artigianali. Una volta spedite nelle zone occupate dall’esercito russo, serviranno per illuminare e riscaldare rifugi e abitazioni senza energia elettrica e metano






















