Una mostra sulle spese militari sostenute dai Malatesti è un modo per conoscere il cuore della Signoria riminese, che governò anche Fano, Bergamo, Brescia e Lecco. Uomini d’arme, i Malatesti, condottieri che acquisivano ricchezza soprattutto dalla guerra e che alla guerra dedicavano molta parte del loro ingegno, tanto da essere considerati anticipatori di strategie e tecniche rinascimentali. A questi temi è dedicata la mostra storico-documentaria intitolata I registri malatestiani e l’arte militare del primo Rinascimento, fino al 31 gennaio prossimo a Fano nella sala Morganti del palazzo Malatestiano. Nello stesso edificio storico in via Montevecchio, ma nella sala di Rappresentanza della Fondazione Carifano, oggi alle 17 c’è stato l’incontro inaugurale.
«Mediante un’accurata indagine archivistica – spiega Anna Falcioni, presidente del Centro internazionale studi malatestiani, che organizza la mostra – sono stati approfonditi i caratteri fondamentali dell’economia di condotta durante la Signoria malatestiana». La documentazione scritta consiste nell’esposizione degli 11 registri dell’epoca, sui 113 custoditi a Fano, che si occupano delle spese militari.
Le teche con i preziosi codici sono alternate ad armi dell’epoca, una spada, una colubrina, una bombarda, quattro proiettili da catapulta (circa 100 chili l’uno), due riproduzioni di armature, e ai raffinati prodotti dell’arte e dell’artigianato che erano alimentati anche con l’economia di guerra: maioliche, medaglie, il farsetto funebre di Pandolfo III (sia la riproduzione sia l’originale). I registri malatestiani in mostra non sono soltanto meri documenti contabili, un’elencazione di spese trattate fra l’altro con il metodo allora innovativo della partita doppia, configurandosi invece come un ampio spaccato di storia, che oscilla fra la dimensione locale e i grandi avvenimenti del tempo.
«Nessun’altra città come Fano può disporre di tanta documentazione scritta e materiale», sostiene Falcioni, che ha presentato la mostra insieme con Daniele Diotallevi e Fausto Antonioni, anche loro del Centro studi malatestiani, l’assessora comunale Cora Fattori, il presidente di Fondazione Carifano, Giorgio Gragnola, e la direttrice dell’Archivio di Stato, Sara Cambrini.
Gli orari: martedì e giovedì 9-13 e 15-18, mercoledì e venerdì 9-13, sabato 9-13 e 16-19, domenica e festivi 10.30-12.30 e 16-19. Durante la mostra la sala Morganti diventerà l’accesso anche al museo-pinacoteca: biglietto intero 4 euro, biglietto ridotto 2 euro (gruppi di oltre 10 persone, visitatori sopra 65 anni), ingresso gratuito per minorenni, studenti, persone con disabilità, loro accompagnatori, personale Mic, soci






















