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Ruggeri incalza la giunta regionale, rimarcando anche responsabilità storiche del centrosinistra

Il consigliere regionale Marta Ruggeri

Garanzie sul ripristino dell’assistenza ospedaliera a Fossombrone. Le chiede la capogruppo dei 5 Stelle in consiglio regionale, Marta Ruggeri, che interroga la giunta marchigiana. “Deve essere chiarito – afferma Ruggeri – se ci sia l’intenzione di reintegrare la struttura sanitaria forsempronese nella rete ospedaliera, così com’è stato promesso a più riprese dal centrodestra durante la campagna per le elezioni regionali 2022”. L’iniziativa di Ruggeri punta inoltre a ottenere informazioni esaustive sugli esiti della recente video-conferenza tra la commissione speciale sanità di Fossombrone e l’assessore regionale competente in materia, Filippo Saltamartini. “Contengono infatti forti divergenze – prosegue la capogruppo dei 5 Stelle – le ricostruzioni fornite ai media dai vari partecipanti all’incontro online. Avevo chiesto tra l’altro di potervi prendere parte, purtroppo senza ricevere alcuna risposta”. Ruggeri ha ricostruito la tribolata vicenda della struttura sanitaria a Fossombrone, evidenziando responsabilità sia dell’attuale amministrazione regionale di centrodestra sia delle precedenti di centrosinistra. Si comincia infatti dalla delibera di giunta regionale 735 del maggio 2013, che riconverte l’ospedale civile in casa della salute, sopprimendo i posti letto per acuti e prevedendone invece per le cure intermedie e per la riabilitazione estensiva. Ulteriore passaggio nodale, la delibera di giunta regionale 139 del febbraio 2016, che a Fossombrone prevede anche l’hospice e chiude il punto di primo intervento, sostituendolo con l’ambulatorio di continuità assistenziale.
“Durante la campagna elettorale del 2020 – conclude Ruggeri – ricordo le tante promesse del centrodestra. Il leader della Lega, Matteo Salvini, disse a giugno che la priorità sarebbe stata riaprire gli ospedali chiusi. A settembre l’attuale premier Giorgia Meloni e l’attuale governatore Francesco Acquaroli parlarono di una riforma sanitaria da ribaltare completamente: passare dagli ospedali unici provinciali a una capillare rete della salute su tutto il territorio marchigiano, grazie a presidi medici diffusi. E l’attuale assessore regionale Francesco Baldelli si impegnò alla progressiva riapertura degli ospedali chiusi nel 2015. Di tutto ciò non c’è ancora alcuna traccia”.

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