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La giunta regionale marchigiana continua ad agire come un’istituzione che vuole rappresentare solo una parte dei cittadini e delle cittadine del suo territorio. Alla faccia delle roboanti dichiarazioni antifasciste della presidente del Consiglio, la giunta regionale ha deciso che un pezzo fondamentale della democrazia italiana sulla quale si fonda la nostra Costituzione alla quale il governo ha giurato fedeltà, come è la storia della Resistenza e più in generale degli anni in cui è nata la Repubblica Italiana, non debba più essere studiata, valorizzata ed approfondita da un ente che ha competenze e professionalità di alto livello. Ha tolto, infatti, ogni finanziamento all’Istituto per la storia del movimento di liberazione delle Marche. Ha dimostrato così una completa ignoranza del lavoro di una delle più importanti istituzioni culturali della regione che (ma l’assessore alla Cultura  non lo sa evidentemente) non s’interessa solo di Resistenza ma anche di problematiche politiche, sociali, economiche, educative in tutta la regione. L’Istituto non opera, infatti, solo a livello anconetano ma ha degli importanti presidi, che svolgono iniziative altrettanto qualificate, nelle cinque province marchigiane. I finanziamenti regionali permettono anche a livello locale una sopravvivenza che ora verrà meno. Articolo Uno non ha parole per commentare una pochezza culturale e politica così eclatante e per un attacco così evidente alla Resistenza e alla storia contemporanea!

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