FOSSOMBRONE Il primo gennaio è rimasto chiuso, per mancanza del medico, l’Acap, ambulatorio di continuità assistenziale, ex Punto di primo intervento, nell’ospedale di comunità di Fossombrone. «Sindaco e vicesindaco hanno constatato di persona – si legge in una nota – che l’ambulatorio di continuità assistenziale Acap era chiuso e in tutta la struttura c’era solo il medico del 118. Tale situazione non è assolutamente accettabile dato che significa che se l’ambulanza doveva uscire per un’emergenza, l’ospedale sarebbe rimasto scoperto oltre che del medico internista anche della guardia medica». Rimarca il sindaco Massimo Berloni che «si tratta di una situazione che non si deve più ripetere, inutile sottolineare che stiamo parlando di un servizio essenziale. Certamente come amministrazione vigileremo affinché un così grave disservizio non si ripeta. Chiediamo con fermezza che vengano salvaguardati ed in alcuni casi potenziati i servizi all’interno dell’ospedale di comunità di Fossombrone». Ieri il Sindaco si è confrontato anche con il responsabile del distretto sanitario dottor Giovanni Guidi, il quale ha dato ampie rassicurazioni che un fatto così grave non si ripeterà e questo già a partire dal ponte della Befana visto e considerato che la chiusura dell’ambulatorio Acap, a quanto si è appreso da fonti attendibili anche se non ufficiali, avrebbe dovuto chiudere i battenti ogni fine settimana per tutto il mese corrente. Dell’accaduto è stato informato anche il presidente della commissione comunale sanità Marco Bartoli. Evento allarmante che si aggiunge alle rivendicazioni in atto nei confronti della Regione a tutela di un bacino di circa 40mila persone. Inevitabile il commento che si è colto ovunque: «Peggio di così il nuovo anno non poteva cominciare. Almeno per l’Acap».
FOSSOMBRONE Il primo gennaio è rimasto chiuso, per mancanza del medico, l’Acap, ambulatorio di continuità assistenziale, ex Punto di primo intervento, nell’ospedale di comunità di Fossombrone. «Sindaco e vicesindaco hanno constatato di persona – si legge in una nota – che l’ambulatorio di continuità assistenziale Acap era chiuso e in tutta la struttura c’era solo il medico del 118. Tale situazione non è assolutamente accettabile dato che significa che se l’ambulanza doveva uscire per un’emergenza, l’ospedale sarebbe rimasto scoperto oltre che del medico internista anche della guardia medica». Rimarca il sindaco Massimo Berloni che «si tratta di una situazione che non si deve più ripetere, inutile sottolineare che stiamo parlando di un servizio essenziale. Certamente come amministrazione vigileremo affinché un così grave disservizio non si ripeta. Chiediamo con fermezza che vengano salvaguardati ed in alcuni casi potenziati i servizi all’interno dell’ospedale di comunità di Fossombrone». Ieri il Sindaco si è confrontato anche con il responsabile del distretto sanitario dottor Giovanni Guidi, il quale ha dato ampie rassicurazioni che un fatto così grave non si ripeterà e questo già a partire dal ponte della Befana visto e considerato che la chiusura dell’ambulatorio Acap, a quanto si è appreso da fonti attendibili anche se non ufficiali, avrebbe dovuto chiudere i battenti ogni fine settimana per tutto il mese corrente. Dell’accaduto è stato informato anche il presidente della commissione comunale sanità Marco Bartoli. Evento allarmante che si aggiunge alle rivendicazioni in atto nei confronti della Regione a tutela di un bacino di circa 40mila persone. Inevitabile il commento che si è colto ovunque: «Peggio di così il nuovo anno non poteva cominciare. Almeno per l’Acap».





















