FOSSOMBRONE L’anno nuovo inizia a Fossombrone con due importanti novità: la sistemazione dell’intero ammattonato delle vie Roma, Guidiccioni, Passionei e Vescovado, in pieno centro storico, e il restauro della fontana di piazza Mazzini. «Entro la primavera sarà pronto e verrà presentato il progetto definitivo per via Roma, via Guidiccioni, via Passionei e via Vescovado – commentano il sindaco Massimo Berloni e l’assessore ai lavori pubblici Michele Chiarabilli – abbiamo incaricato ditte specializzate per il restauro ed il risanamento conservativo della fontana di Piazza Mazzini e degli arredi dell’esedra e nello stesso tempo per la progettazione e realizzazione di un adeguato impianto di illuminazione degli spazi pubblici e dei beni architettonici e monumentali esistenti per un importo di 50mila euro». Si arriva finalmente a tagliare il traguardo di un percorso lunghissimo, non si sa quanto sofferto. Di via Roma si è parlato e scritto per anni.
Strada ridotta in uno stato impossibile da definire a parole. Pericolosa per cedimenti e avvallamenti per le auto. Quasi impossibile da percorrere per i pedoni. Uno stato di degrado tale che non si è mai capito come possa aver raggiunto un livello così basso. Sarà necessario riorganizzare anche tutti i servizi sottostanti. Poco da aggiungere: un angolo cittadino che tornerà a nuova vita e tale da riproporsi come caratteristico e unico. Via Roma è la naturale prosecuzione fino alla Flaminia di corso Garibaldi che a sua volta è stato riportato a condizioni normali sempre per quanto attiene alla pavimentazione. Tutto intorno al palazzo vescovile la città potrà di fatto tornare alla normalità. Al momento anche in quel comparto la situazione è disdicevole per quanto attiene la percorribilità. L’amministrazione comunale intende porre fine ad un’altra tribolata storia: quella della fontana antistante la cattedrale. «La vasca è vuota, l’acqua non sgorga e uno sgocciolatoio è rotto. Sono almeno sei anni che ne chiedo il restauro. La giunta grillina fa orecchio da mercante. Ne ho parlato due volte con l’assessore in carica. I soldi, 30mila euro, erano stati lasciati, dopo mie insistenze, dalla giunta Pelagaggia ma poi dirottati» aveva avuto modo di commentare qualche anno fa l’ex assessore Renzo Savelli. Ed è tutto dire. In pietra corniola la fontana fu terminata nel 1753. Il degrado è cominciato con il furto della copia della statua in bronzo della Venere del Metauro, opera di Anselmo Bucci, che era posta sopra il catino superiore. Lentamente ma in modo deciso si può ben parlare di una rinascita generale in termini di arredo urbano.






















