legno
iliad kena Tim elettrodomestici elettronici a Cagli
carne

Ad Urbino si promuove la cittadinanza attiva su criticità ambientali e sociali. In un territorio quasi miracolato dagli interventi di edilizia speculativa e/o industriale, l’Istituto d’Istruzione Superiore Raffaello di Urbino, storica istituzione scolastica del Montefeltro, ha voluto dare molta importanza alle “educazioni” in tema di cittadinanza attiva e di emergenza ambientale. Prendersi cura di ciò che ci circonda è qualcosa che va praticato fin dall’infanzia ed è una pratica che riguarda non solo gli individui o i sistemi familiari. Occuparsi del benessere di prossimità dovrebbe interessare un’intera comunità e mobilitare i giovani in età evolutiva. E’ nella scuola che si cominciano ad affrontare “seriamente” questioni di cui si preoccupano solitamente gli adulti. E’ dall’I.I.S. Raffaello di Urbino, scuola di coordinamento, che prende avvio nei giorni 16 e 17 Gennaio il Progetto Erasmus + dal titolo Il futuro nelle nostre mani, co-finanziato con fondi del programma Erasmus KA220 Partenariati di cooperazione. Un progetto tra 5 scuole europee di istruzione secondaria superiore: il liceo Stasio Salkauskio di Siauliai in Lituania, il Liceo Voltaire di Craiova in Romania, il 5° Liceo di Volos in Grecia, il liceo turco Elazığ Anadolu, e Fortes Impresa Sociale di Vicenza. Il Kick off meeting che inaugura i lavori dei docenti impegnati nella realizzazione didattica e comunicativa del lungo progetto della durata di 32 mesi, prevede tre momenti salienti: la condivisione delle Linee guida preparate dalla scuola coordinatrice; un importante momento formativo con la testimonianza di Sarah Gainsforth, giornalista freelance ed esperta di temi sociali, diseguaglianze e criticità ambientali; la valutazione e la premiazione per il miglior logo di progetto tra quelli presentati dagli studenti delle 5 scuole europee. Le classi coinvolte dell’I.I.S. Raffaello con la cooperazione delle istituzioni coinvolte, Comune, Provincia, Università, Associazioni, analizzeranno alcune delle criticità ambientali del territorio utilizzando la metodologia della Ricerca/Azione/Partecipata per provare ad innescare processi sociali di sensibilizzazione e cura verso quelle situazioni ambientali che lo richiedono: il rimboschimento delle Cesane, il dissesto idrogeologico, i nostri fiumi, il Foglia e il Metauro, il Monte Catria e lo scempio, la linea ferrata Fano- Fabriano.

Il progetto

Il nostro progetto si propone dunque di sviluppare tale coscienza empatica verso gli altri e l’ambiente attraverso attività che aumentino la consapevolezza, la conoscenza, le buone pratiche; gli studenti verranno coinvolti attraverso un approccio didattico partecipativo quale cornice metodologica del progetto che mirerà al raggiungimento di buone pratiche in ogni scuola. Obiettivo del Progetto è la mobilitazione civica a seguito della presa di coscienza dell’esistenza di criticità ambientale nel territorio delle scuole partecipanti al progetto. Per il conseguimento di questo obiettivo è necessario conoscere, informarsi scientificamente, comunicare i risultati di tale ricerca e offrire riflessioni critiche all’opinione pubblica e agli attori interessati e alle autorità competenti. La strategia metodologica della Ricerca-Azione mobiliterà le abilità di cooperazione e di pianificazione dell’azione di ricerca orientata al raggiungimento dell’obiettivo. Gli studenti impareranno a individuare le problematiche ambientali del proprio territorio, a informarsi e a chiedere supporto professionale e scientifico agli attori autorevoli, quali università, associazioni, enti di ricerca, e alle istituzioni competenti. Il tragico contesto storico che stiamo vivendo ha fortemente scosso le nostre certezze ponendoci di fronte alla coscienza della nostra fragilità. Questa presa di coscienza, particolarmente dolorosa e difficile per i giovani, può diventare il punto di partenza per un cambiamento positivo e la scuola ha il dovere di porsi in prima linea nel guidare la gioventù a fare tesoro della propria fragilità per volgersi in modo propositivo ed empatico rispetto al mondo che ci circonda. La pratica della solidarietà, della coscienza civica, del rispetto delle regole per il bene comune che questa emergenza ci ha insegnato possono diventare valori e pratiche della nostra vita quotidiana di cittadini e mostrarci la via per una interazione autenticamente empatica con gli altri e con l’ambiente. La nostra fragilità deve farci cogliere quella dell’ambiente di cui siamo parte e innescare comportamenti e pratiche virtuose, nell’assoluta certezza che noi siamo l’ambiente che ci circonda. L’empatia deve divenire pratica dell’esistere in presenza, nel qui e ora, ma anche nella distanza, nell’altrove e nel dopo, generando solidarietà e responsabilità verso gli altri, l’ambiente, e verso le generazione future. I giovani devono guardare al presente quale risultato delle azioni passate di altre generazioni, attraverso la conoscenza storica, e assumersi le proprie responsabilità verso il futuro come progetto da costruire nelle vesti di cittadini attivi.

scarpe firmate

 

 

irish pub cantiano
scarpe moda
arredamento interno
moda donna