Ruggeri: “L’eventuale distacco una sconfitta per Acquaroli. Sanità il tema che fa la differenza”

La parte nord delle Marche è tuttora attraversata da una crisi di carattere geo-politico. “Se si vuole porre un argine efficace al fenomeno, che minaccia di portare in Emilia Romagna anche la zona di Sassocorvaro, è prioritario e indispensabile riaprire l’ospedale pubblico come i 5 Stelle chiedono ormai da tempo”, afferma Marta Ruggeri, capogruppo in consiglio regionale. Tentazioni di distacco verso la provincia di Rimini continuano a essere percepibili anche dopo la secessione nel 2009 di Novafeltria e altri sei Comuni dell’Alta Valmarecchia; di Montecopiolo e Sassofeltrio nel 2021. Ancora una volta si tratta di vecchi problemi lasciati a incancrenire e ad aggravarsi, riassumibili nella carenza di infrastrutture e di servizi, in particolare sanitari. “L’Alto Montefeltro – prosegue Ruggeri – è un territorio che denuncia una condizione di sostanziale abbandono, coincisa con una progressiva sottrazione di servizi basilari. Dopo la chiusura dell’ospedale pubblico il disagio e il malcontento sono aumentati ancora di più, in un’area che per l’emergenza-urgenza deve fare riferimento a Urbino. Purtroppo, nonostante la propaganda elettorale, l’attuale giunta regionale e la sua maggioranza di centrodestra non hanno affatto invertito la tendenza alla privatizzazione della sanità locale, che al contrario appare confermata”.
Conclude Ruggeri: “Una possibile nuova secessione verso l’Emilia Romagna sancirebbe la sconfitta della giunta Acquaroli sia su un piano politico complessivo sia riguardo alla sanità in particolare. Non si pensi di fermare certe spinte con le manovre di Palazzo e nemmeno autocelebrandosi, giunta e maggioranza, per svolte e risultati che non ci sono stati: i cittadini sanno distinguere tra fuffa e sostanza”.






















