“Nella vicenda superbonus il centrodestra di governo ancora una volta smentisce le promesse che hanno illuso i cittadini e le partite Iva, dispensate a gran voce quando erano all’opposizione e si spacciavano per i paladini della piccola impresa”. La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Marta Ruggeri sottolinea l’incoerenza tra le parole e i fatti degli esponenti del Governo Meloni. “Come avvenuto in molte altre regioni ho presentato una proposta di legge in Regione Marche per sbloccare le pratiche dei superbonus ferme a causa della saturazione delle banche che non accettano più la cessione dei crediti fiscali mettendo in grave difficoltà cittadini e imprese che hanno investito per migliorare le prestazioni energetiche delle case e per renderle sismicamente più sicure” evidenzia Ruggeri. “Se alle Regioni ed ai maggiori Enti locali si consentisse di acquistare i crediti fiscali certificati ed esigibili dal sistema bancario, infatti, si libererebbero spazi importanti per evadere le pratiche bloccate e si salverebbero molte imprese in difficoltà”. Secondo le stime dell’associazione dei costruttori sono 15 miliardi i crediti fiscali incagliati e migliaia le imprese a rischio di fallimento. In tal senso si è attivata anche la Provincia di Pesaro, e si stanno organizzando i Comuni maggiori della Regione.
Ma si teme a breve la doccia fredda. “Queste iniziative virtuose delle Regioni e degli enti locali stanno per essere bloccate dal Governo Meloni, che si dichiara tanto vicino alle imprese, con un divieto che vogliono inserire nel decreto PNRR che si sta discutendo in questi giorni”. La notizia è stata anticipata dalle dichiarazioni di un autorevole dirigente del Ministero dell’Economia e delle Finanze in una riunione pubblica della commissione Arconet, il quale ha manifestato la contrarietà del Ministero a consentire la compensazioni dei versamenti fiscali. “Si vuole impedire alle Regioni e agli Enti locali di investire nell’acquisto dei crediti”. Ruggeri rincara la dose. “Non solo il Governo Meloni pugnala alla schiena le imprese ed abbandona al proprio destino i cittadini che hanno iniziato i lavori in casa, ma dimostra che il regionalismo tanto sbandierato dalla Lega va bene quando si vogliono penalizzare i servizi nel sud del Paese con l’autonomia differenziata, ma non va più bene quando le regioni vogliono mettersi a disposizione per investire nel territorio”.





















