
FOSSOMBRONE La Regione Marche ha riconosciuto con proprio decreto di qualche giorno fa “Distretto del cibo” il Distretto Bio Terre Marchigiane progettato e voluto dalla presidentessa Sara Tomassini, forsempronese, che ha incontrato e dovuto superare non pochi ostacoli nel corso degli ultimi anni. Un’entità di rilievo che annovera 32 pubbliche amministrazioni; l’Istituto di Medicina Naturale di Urbino titolare del marchio Biosalus; 5 istituti scolastici superiori tra agrari e alberghieri; Anabio/Cia Marche; Cia Marche; CNA Marche Unione Agroalimentare; Confcommercio Marche Nord; Associazione “Genitoriamo mense scolastiche” e oltre 40 ristoranti della costa pesarese. La stessa Tomassini ha avuto modo di spiegare che il Distretto Bio è un’area geografica vocata alle produzioni agricole biologiche, per caratteristiche territoriali, naturali ed antropiche, in cui agricoltori, cittadini, associazioni, operatori economici e pubbliche amministrazioni, definiscono strumenti e programmi comuni finalizzati alla gestione sostenibile e solidale delle risorse, a partire dallo sviluppo delle produzioni biologiche, fino al consumo finale. Superando il concetto di azienda biologica come unità produttiva isolata, i distretti rappresentano luoghi di addensamento e di intreccio delle filiere agroalimentari biologiche, di valorizzazione delle tipicità locali e della qualità ambientale, di sperimentazione di politiche e strumenti efficaci di sviluppo economico e sociale. Il Distretto Bio Terre Marchigiane ha avuto già modo di farsi conoscere ed apprezzare partecipando all’89ma fiera internazionale a Novi Sad, in Serbia. Un successo sia per i prodotti venduti ma ancor più perchè sono stati presi contatti con un paio di amministrazioni locali, Confindustria Serbia, istituti superiori, operatori turistici e acquirenti. Una trasferta che in quella occasione ha permesso la conoscenza diretta con 123 aziende agricole biologiche; 3 cooperative biologiche: Terra Bio, Campo, La Terra e il Cielo; 30 Comuni, Urbino, Fossombrone, Terre Roveresche, Sant’Ippolito, San Costanzo, Mondavio, Mondolfo, Pergola, Frontone, Serra Sant’Abbondio, Borgo Pace, San Lorenzo in Campo, Monte Porzio, Cantiano, Fratterosa, Cagli, Fermignano e tutta l’Unione Montana del Montefeltro. Diventa operativo un progetto che si presenta con grandi potenzialità e finalità qualificanti.






















