carne
legno
iliad kena Tim elettrodomestici elettronici a Cagli
di Anna Maria Polidori

Maria Amelia Monti e Roberto Turchetta sono stati gli interpreti di due atti unici di Natalia Ginzburg Paese di Mare e La Parrucca per la regia di Antonio Zavatteri al Teatro Comunale di Cagli due giorni fa. Abbiamo raggiunto telefonicamente Maria Amelia Monti in viaggio. La prima cosa che ci dice è: “Sto in una galleria. Dovesse saltare la comunicazione mi richiami subito”. Non salta e parliamo un po’ del suo lavoro multiforme e variegato. “Sì, amo il mestiere che faccio. Per me è il più bello del mondo, allo stesso modo di tutte quelle persone che, nelle professioni più svariate amano fare quello che fanno.Ho cominciato a recitare a 18 anni e il nostro è un lavoro che ho sempre affrontato con coraggio. Una professione fatta di alti e bassi e precaria: ci sono momenti in cui si lavora tanto e altri in cui non ci sono offerte”. Il principale amore di Maria Amelia? “Il teatro. Poi, ci sono stati lunghi momenti televisivi che hanno aiutato per il teatro, per il cinema. Più visibilità otteniamo dalla Tv e maggiore sarà la possibilità di pubblico teatrale. Queste tre attività, cinema incluso, sono tutte fondamentali per la crescita di un’artista”. Mi parla delle sit-com con Gerry Scotti? “Guardi, a tal proposito mi lasci ricordare Maurizio Costanzo a cui debbo immensa gratitudine. Ci spinse a realizzarle. Che poi, appena cominciate mi resi conto di essere incinta del mio secondogenito. La produzione pensò che la cosa potesse funzionare e così nella sit-com i due coniugi accolsero Riccardino e io nella mia vita reale Leonardo”. Ricorda gli anni con Gerry Scotti. “È stato divertentissimo”.

Come è di carattere Scotti? “Oh, questo andrebbe chiesto direttamente a sua moglie. Quel che le posso dire è che sebbene non lo sia, ha i tempi dell’attore”. Senta, questo della Ginzburg non è il suo primo lavoro teatrale… “No. Ne ho fatti tre. La Ginzburg tratteggia i personaggi femminili teatrali, intendo, in modo simile l’uno all’altro, differenziandoli leggermente in base alla storia. Non sarebbe possibile proporla sempre per questa ragione. Il primo lavoro che feci fu La Segretaria nel 1990 per la regia di Marco Parodi. Allora Natalia Ginzburg era ancora in vita e venne a vedermi a teatro. Quando lo seppi, ero dietro le quinte, mi sentii paralizzata dall’immensità che quella donna rappresentava per me e non c’era versi che riuscissi a uscire. Il direttore di scena mi scaraventò letteralmente sul palco. Poi Natalia venne a trovarmi in camerino. Ci abbracciammo, parlammo a lungo. Sa: avrei tanto voluto che Natalia avesse scritto qualcosa per me. Sono certa che l’avrebbe fatto se glielo avessi chiesto. In seguito nel 2002 ho recitato in ‘Ti ho sposato per allegria’ e ora sto in tournee con ‘La Parrucca’. In realtà questo è un monologo di 25 minuti così abbiamo pensato di accostarlo a Paese di Mare”. Intanto il marito della Monti, Edoardo Erba ha di recente scritto Il Marito Invisibile che è stato portato a a teatro da Maria Amelia Monti e della Massironi in una lunga tournee cominciata a Gubbio il 16 ottobre e terminata A Pordenone il 5 febbraio. “Un’opera scritta durante il lockdown e il covid, sebbene non ci siano riferimenti espliciti alla pandemia. In questa commedia ci sono cinque video-chiamate tra due amiche: non possono ovviamente guardarsi. Io sto in cucina, la Massironi in camera da letto. Anche per gli spettatori la visione è originale”. Visto che ne abbiamo parlato, come avete vissuto il Covid. “A pensarci bene non siamo rimasti isolati durante il lockdown. Anzi: il primo è stata un’occasione per avere i miei due figli accanto. Abbiamo inventato tante situazioni e sketch insieme, recitato La Parrucca, mentre i ragazzi ci spiegavano ancora meglio come potessimo restare connessi con il resto del mondo via tecnologia. No, dovessi dirle: il primo lockdown è stato molto positivo. Il secondo del tutto diverso. I teatri potevano riaprire con poco pubblico a sfidare il virus, i volti coperti dalle mascherine. Come per magia, alla fine, siamo ritornati alla normalità, ai teatri pieni, al nostro pubblico affezionato”. E alla vita.

 

 

scarpe firmate

 

 

 

moda donna
scarpe moda
arredamento interno
irish pub cantiano