È grave quanto accaduto nel territorio fanese ma forse è il cosa di dire che potevamo aspettarcelo. È ormai noto che con le difficoltà di organico e i tanti servizi, diversi dai pattugliamenti, a cui devono sopperire le nostre forze dell’ordine è difficile essere tranquilli anche nelle nostre case. Solo il comune di Fano ha 121 chilometri quadrati di territorio. È altrettanto grave il fatto che questi personaggi, autori dei furti, ora armati di due pistole, detenute legalmente e sicuramente ben custodite dal proprietario, sono ancor più pericolosi. Mi auguro che presto le attività di indagine portino a positivi risultati con l’individuazione dei rei e il recupero delle armi rubate. Non è la prima volta che intervengo su questo tema della sicurezza pubblica. Un tema che mi sta particolarmente a cuore, per il mio passato lavorativo ed ora in qualità di delegato Udc per il comparto sicurezza e detentore del primo tavolo regionale in Italia presieduto dal presidente del Consiglio regionale Dino Latini proprio per discutere dei problemi dei nostri uomini e donne in divisa compresi i vigili del fuoco. Positiva la risposta celere e veloce riguardo ai furti perpetrati a Fano e Provincia da parte del signor Prefetto di Pesaro Urbino che ringrazio. Mi permetto come Udc, di dare un piccolo contributo, ribadendo convintamente che la sicurezza si fa con uomini e donne in divisa che controllano e vigilano sul territorio e questo non può essere sostituito con null’altro. Purtroppo ad oggi questo viene meno perché sappiamo bene, lo sa anche il Prefetto, che gli organici sono ridotti all’osso e per questo abbiamo poca presenza di pattuglie che girano per la nostra sicurezza. Lo abbiamo ribadito molte volte e ultimamente, con un incontro proprio a Fano organizzato dalla coalizione del centro destra, alla presenza del segretario provinciale del Siulp Polizia di Stato Marco Lanzi. Importante, ma non abbiamo capito se esiste, un buon progetto di video sorveglianza che qualora esista mi auguro sia utile, questa volta, per le indagini. La politica, in questo caso l’amministrazione comunale che verrà, deve impegnarsi fortemente su questo tema. La città deve essere controllata e quindi è urgente fare il possibile istaurando una forte collaborazione con le forze dell’ordine dello Stato presenti nella terza città delle Marche. Certamente dopo questi ulteriori fatti mi sento di ribadire la nostra proposta: “In un tempo dove l’allarme sicurezza è molto alto siamo convinti che la polizia municipale, i cui agenti e ufficiali hanno qualifica di polizia giudiziaria, debba assumere un ruolo da protagonista e di supporto alle altre forze dell’ordine. Meno multe e più controllo del territorio (chiaramente l’amministrazione deve pensare ad investire economicamente fornendo gli strumenti necessari alla polizia locale)”. Insomma dobbiamo rendere forte la macchina della sicurezza pubblica e un amministratore comunale non può girarsi dall’altra parte dicendo che è compito delle forze dello Stato. Certamente ma è un momento difficile e si deve collaborare nel miglior modo possibile. Sarebbe utile un coordinamento tra le forze dell’ordine, operanti sul territorio, che dovrà necessariamente fare capo a un protocollo di scambi di informazioni e un tavolo locale per il confronto, lo scambio dei dati e delle informazioni e l’attuazione di strategie di intervento comuni finalizzate alla soluzione delle determinate situazioni critiche individuate sul territorio.
Stefano Pollegioni Delegato provinciale Udc comparto e sicurezza






















