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Come ci spiega il neo nato Comitato dalla sua pagina fb “No alla Discarica a Riceci”, viene presentato un progetto per l’apertura di una nuova discarica da 5 milioni di metri cubi. Questa volta tocca, appunto, a Riceci una frazione del Comune di Gallo di Petriano. La  zona prescelta si trova nella parte alta di Ponte Armellina, fra Trasanni di Urbino e il Gallo. Il Movimento è cosciente che i rifiuti esistono e vanno trattati, ma non accetta che sia stato nuovamente preferito un sito delle aree interne come avviene da decenni, pensiamo alle discariche di Cà Lucio e Cà Asprete, entrambe gestite da Marche MultiServizi, figlia minore di Hera, e riempite con migliaia di tonnellate di rifiuti provenienti anche da fuori Regione. Rifiuti che andranno gestiti per decenni in un delicato equilibrio innaturale che non di rado (vedere i 3 recenti sversamenti di percolato a Ca Lucio nell’arco di 8 mesi) ci ricorda che a seppellire rifiuti (alla pari di bruciarli) prima o poi si paga un conto salato sotto l’aspetto ambientale e sanitario.

Senza tralasciare l’inquinamento prodotto dal traffico dei camion per portare i rifiuti in discarica, l’usura delle strade dovuta a questi carichi pesanti che ragionevolmente possono arrivare, basandoci sui dati pubblicati per il progetto di Riceci, a oltre 50 camion al giorno per 25 anni. Il progetto presentato è fuori dalla grazia di Dio, sia per la quantità dei rifiuti che per la durata, sopratutto alla luce della la Direttiva Europea 2008/98/ CE, con la quale l’Europa indica che la strada da percorrere è quella della riduzione della produzione dei rifiuti, della massimizzazione delle attività di recupero e riciclo, della minimizzazione del ricorso alla termovalorizzazione ed al conferimento in discarica. Infine è obbligo chiedersi se e con quali modalità il CdA di MarcheMultiservizi ha informato i soci, che ricordiamo sono Hera di Bologna e i Comuni e Provincia di Pesaro e Urbino e chi, fra questi ha avvallato il progetto, perché non osiamo pensare che un progetto così mastodontico e impattante per i nostri luoghi sia stato approvato arbitrariamente da poche persone del CdA. Ricordiamo che il CdA è composto, oltre che dall’amministratore delegato e il presidente, anche da 8 consiglieri: 4 nominati da Hera, 1 dal sindaco del nostro Comune, 1 dal sindaco del Comune di Pesaro, 1 dagli altri Comuni e 1 dalla Provincia. Come questi si sono interfacciati con i rispettivi sindaci?

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