A distanza di qualche settimana dai periodi quaresimale e pasquale, riteniamo doveroso fare una ultima breve riflessione su quanto recentemente realizzato. Più volte si è detto e scritto sull’importanza assunta da quei momenti aggregativi che la comunità riconosce e sente propri, e ciò vale ancor di più in questo difficile momento per il paese. Se questo doveva essere un banco di prova, la Turba e Cantiano sono stati promossi a pieni voti!

Con la Turba, conviene ripeterlo, non si guadagna nulla, anzi….., però ci sono gratificazioni per le quali vale l’impegno speso. Può essere un “bravi”, una stretta di mano, un articolo di giornale, l’apprezzamento di una personalità di riguardo, di persone sconosciute, l’orgoglio di proseguire una tradizione secolare, di fare un qualcosa di buono ed utile per il paese, di vedere una piazza gremita, attenta, e così via.
Quest’anno, in particolare, eravamo attesi da una prova non solo di capacità artistiche ed organizzative, ma anche di coraggio, per trovare il giusto spirito, fiducia e dare una prospettiva. Questi pensieri erano da tempo nelle menti dei membri del comitato e non solo, per cui fin dal mese di ottobre ci si è impegnati per gli appuntamenti di primavera; ognuno ha dato per quello che ha potuto, e ci piace almeno pensarlo, per arrivare pronti e sentirci non solo un paese alluvionato, ma una comunità che, pur nei suoi limiti oggettivi, riesce ancora a stupire realizzando grandi eventi.
Sono stati attivati diversi “cantieri” (di recupero materiali, riparazione e pulizia, per nuovi acquisti, di carattere amministrativo, per le prove, per la gestione costumi, la promozione, la rappresentanza, la logistica, ecc.) si sono messi in moto meccanismi ed appuntamenti che avevamo dovuto abbandonare, ma non dimenticati: la messa e la cena sociale, i percorsi pasquali, gli incontri e le discussioni. A volte siamo andati in difficoltà, qualche incomprensione in un meccanismo così complesso va messa sul conto, ma pur stanchi, abbiamo condotto “la navicella” in porto con risultati gratificanti.
La comunità è stata coinvolta ed ha risposto più che positivamente ai vari appuntamenti, dalla cena sociale con oltre settanta partecipanti, all’assemblea pubblica, senza tralasciare i cantori del Miserere, l’approfondimento storico sulle confraternite, il sostegno alle liturgie del mercoledì delle Ceneri, del Giovedì e Venerdì santo, fino alla Pasqua.
“Se è per la Turba, ‘n vojo niente”…., una frase che si è nuovamente risentita fra i negozi e le attività, a ribadire un senso di appartenenza e partecipazione, per “scontare” un qualcosa che si riceve, difficilmente monetizzabile. La Turba, infatti, “dà” sempre qualcosa, non solo per la gente che accorre, ma anche per le emozioni ed i ricordi che assumono un valore per i quali ci si sente in dovere di offrire.
Per la prima volta si è voluto creare un doppio appuntamento che ha coinvolto la maggior parte dei cantianesi, senza distinzione di età: alla grandiosità teatrale della Turba, che rimane e rimarrà sempre il riferimento principale, abbiamo aggiunto la compostezza e la suggestione di una processione dal sapore medievale; ed in questo siamo andati oltre, coinvolgendo nell’evento un ampio territorio che si è dimostrato solidale di fronte ad una tragedia vissuta. Nessuno degli amici di Cagli, Gubbio e Pergola ha esitato un attimo di fronte alla nostra proposta, trovando una solidarietà, ma anche una volontà a collaborare, a prescindere, che è andata “oltre il campanile”, gratificando una idea ed un impegno.
Per quanto riguarda la Turba nulla da eccepire sulla sua ottima riuscita che ha rispettato le attese della vigilia. Vi hanno assistito tantissime persone, il cui numero rimane sempre difficile stimare. Fra le numerose, le più alte autorità civili e religiose del territorio, ovvero prefetto e vescovo, segno di attenzione ed unità nei confronti di un territorio ferito. La Turba ha fatto il resto, e come un puzzle che quella sera si ricompone, ha creato immagini e momenti sempre suggestivi ed emozionanti poi, come sempre, ognuno ha dismesso le vesti del personaggio interpretato, per riprendere le proprie attività quotidiane.
Fare un elenco di istituzioni, associazioni, scuole, attività, persone, che hanno contribuito a quanto realizzato, ci esporrebbe inevitabilmente a qualche mancanza, per questo, ce ne perdonerete, formuliamo un ringraziamento collettivo, indirizzato a tutti e che ognuno avrà cura di fare proprio. La cosa più importante è che Cantiano ha dimostrato di essere una comunità viva ed unita nei suoi momenti importanti, e che questo sia di buon auspicio per il futuro.
Maurizio Tanfulli presidente associazione Turba






















