Ormai da mesi, con il solito metodo di scarsa trasparenza e partecipazione, sta avanzando il progetto di creazione di una Azienda per i servizi alla persona, una azienda cioè che dovrebbe occuparsi delle problematiche sociali dei Comuni dell’ambito (Fano, Fratterosa, Mondavio, Mondolfo, Monte Porzio, Pergola, San Costanza, San Lorenzo in Campo, Terre Roveresche). Riteniamo questa scelta un grave errore. Anzitutto perché la logica dell’Azienda, come già accaduto con la sanità, tende a privilegiare il criterio del risparmio economico piuttosto che quello della qualità dei servizi da erogare. E oltretutto con l’Azienda avremmo costi più alti per la necessità di applicare l’IVA al 22%. Ma poi, e soprattutto, perché le politiche sociali non possono essere ridotte a dare contributi e servizi a chi è rimasto indietro ma devono essere politiche attive per fare in modo che nessuno resti indietro. Non si può delegare ad una Azienda il compito di fare politiche sociali, tutta l’amministrazione comunale deve fare politiche sociali: lo deve fare l’urbanistica, costruendo la città a misura dei più fragili (Fano la città delle bambine e dei bambini), lo devono fare i Servizi Educativi perché le scuole sono un formidabile strumento di prevenzione e sostegno alle fragilità, lo devono fare i lavori pubblici pensando i luoghi della città e la mobilità per tutti i cittadini, lo devono fare le politiche per la casa creando condomini solidali, affitti calmierati e abitazioni a canoni sociali. Relegare la cura delle fragilità (anziani, disabili, poveri, ecc.) ad una Azienda ci fa tornare un po’ all’epoca delle classi differenziali nelle scuole dove invece che integrare i bambini fragili assieme agli altri si creavano classi solo per loro. Noi crediamo che un Comune debba essere una comunità i cui membri si sostengono l’un l’altro invece che far correre i più forti e aiutare i più deboli a sopravvivere.
Bene Comune






















