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Al via anche a Cagli gli eventi dedicati a Federico da Montefeltro, rientranti nel progetto dedicato al seicentesimo anniversario della sua nascita. Il progetto sostenuto dalla Regione Marche vede la collaborazione dei comuni di Cagli, Apecchio, Sassocorvaro Auditore e Mercatello sul Metauro. Tre giornate a Cagli dedicate al Duca: il 10 giugno presso il Salone degli Stemmi del Palazzo Pubblico, il 13 presso il Museo Archeologico, e il 17 sarà la chiesa di San Domenico ad ospitare l’evento.
Sabato 10, a partire dalle ore 16.00, si susseguiranno presentazioni di libri e conferenze sul tema. Inizierà Antonio Conti con la presentazione del libro Discorsi sulle imprese di Federico di Montefeltro. Storiografia e nuove ricerche su divise, imprese e livrea. L’ermellino, lo struzzo, la ventosa, l’alloro, le fiamme abbinate al monogramma e poi ancora la scopetta e la moraglia: cosa sappiamo delle imprese usate da Federico di Montefeltro? Da cosa derivano le nostre convinzioni? Sono tutte uguali le imprese usate da Federico? Come si presentano realmente? L’analisi della storiografia e delle fonti iconografiche compiuta da Antonio Conti risponde a queste domande, permettendo di avere una diversa percezione delle singole imprese, delle divise e dei colori di livrea usati da Federico come strumenti di autorappresentazione. Liberate dalle ricostruzioni simboliche apocrife, le imprese di Federico si offrono agli storici e agli storici dell’arte quali rinnovate fonti di studio; ma anche come oggetto di una rinnovata curiosità per quanti ancora oggi si aggirano nelle sale dei palazzi ducali di Urbino, Gubbio e Fossombrone, così come a quanti ammirano i superbi codici miniati, potendo percepire la magnificenza del duca Federico espressa anche attraverso questi emblemi.
A seguire, alle ore 17.30, tre conferenze, con la collaborazione dalla Deputazione di Storia Patria delle Marche, tenute dalla Professoressa Anna Falcioni, dal Dottore Marco Droghini e dal dottore Massimo Bonifazi. La professoressa Falcioni presenterà Federico di Montefeltro impresario della guerra. La relazione delinea non solo il ruolo di Federico di Montefeltro come capitano di ventura di altissimo livello, pagato lautamente dagli Stati committenti italiani per i suoi servizi militari e per la sua destrezza nell’organizzazione di una compagnia di ventura, ma anche il ruolo determinante della guerra nell’evoluzione della struttura istituzionale, politica, economica e culturale del Ducato di Urbino. In tal senso Federico di Montefeltro si può veramente definire “un impresario della guerra”, in un’epoca in cui si afferma la “scienza militare”. A seguire il dottore Droghini si occuperà di Federico di Montefeltro e il rinnovamento di Cagli nella seconda metà del ‘400. A Cagli, intorno al 1480, si incontrarono artisti della corte di Federico di Montefeltro che rinnovarono esteticamente una città già all’epoca definibile “ideale”. Tale operazione si mosse tra i due poli costituenti la personalità del Duca di Urbino: quello di Federico impresario della guerra e quello di Federico raffinato protagonista del Rinascimento, aspetti questi profondamente interconnessi tra di loro visto che, senza i lauti guadagni ottenuti nel ruolo di capitano di ventura, il duca non avrebbe potuto attuare appieno il suo complesso concetto di arte “di Stato”. A chiusura del breve ciclo di conferenze il dottore Bonifazi proporrà Federico di Montefeltro nei documenti d’archivio cagliesi. In attesa del lavoro di riordinamento ed inventariazione dei documenti afferenti all’archivio storico della comunità di Cagli, in corso d’opera da parte del Bonifazi, quest’ultimo, per affrontare il tema oggetto di relazione “Federico di Montefeltro nei documenti d’archivio cagliesi”, prenderà a riferimento l’importante carteggio intercorso tra i conti e duchi di Montefeltro, in primis lo stesso Federico, con i vescovi cagliesi. Si tratta di un voluminoso ed importante corpus epistolare conservato presso l’achivo capitolare di Cagli, inventariato dal Bonifazi nel 2006 e studiato ed editato dalla prof.ssa Falcioni. In queste missive traspirano, a tutto tondo, i molteplici e variegati rapporti intercorsi tra la corte urbinate ed i presuli cagliesi. Il progetto è stato fortemente voluto dal Consigliere regionale Giacomo Rossi che ha collaborato con tutti i comuni al fine della realizzazione degli eventi.

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