COLLI AL METAURO La rete acquedottistica provinciale perde un terzo dell’acqua potabile. Che fare? Possibile realizzare la rete laghi lungo il Metauro contro la siccità? L’utilizzo dei pozzi profondi rispetta i tempi di ricarica? Questione bollette tra utili di gestione e rincari per gli utenti: cosa non va? Novità per la depurazione? Queste le domande emerse nel dibattito a Colli al Metauro, organizzato da Cristian Bellucci presidente dell’associazione culturale LiberaMente. con l’ing. Michele Ranocchi direttore di Aato. Commenta Bellucci in premessa: «Soddisfatti per aver fatto il punto della situazione ma rammaricati per l’assenza degli amministratori. L’unico sempre presente è Pierluigi Ferraro assessore di Montelabbate. Nessuno neanche di Colli al Metauro che ha patrocinato l’iniziativa». La sintesi? «Matura l’ipotesi di sostituire il 2% di tubazioni all’anno visto che un terzo dell’acqua potabile si perde. L’Aato 1 investe totalmente 20 milioni di euro all’anno. Quanto alla possibilità di realizzare una rete laghi lungo il Metauro l’ostacolo maggiore può derivare dal rapporto con i proprietari dei terreni. Altra questione: prima di sfruttare i pozzi profondi è necessario studiare bene i tempi di ricarica. Visto che le centraline sul Burano sono andate distrutte occorre attivare un sistema di telecontrollo. Per quanto attiene i costi che gli utenti vedono aumentare il nostro interlocutore – prosegue Bellucci – ha evidenziato che gli utili di Mms e Aset sono generati da tanti servizi che erogano, non solo acqua e rifiuti; Mms e Aset sono spa e tra i soci quelli più numerosi sono i Comuni, che si devono ritenere soddisfatti degli utili; le tariffe le stabilisce Arera; in Aato discutono e votano i sindaci. Delucidazioni di non poco conto». Infine il capitolo depurazione. Bellucci rilegge gli ultimi appunti: «Importanti risultati sono stati raggiunti a Urbino che passa dal 40 al 100%. A Pesaro, con il depuratore di Montecchio, dove sono stati confluire i reflui di altri Comuni, la capacità è stata triplicata. I costi vengono ottimizzati rinunciando a piccoli impianti».





















