Mercoledì prossimo in commissione urbanistica verrà messa in discussione la proposta di variante al Piano regolatore generale per consentire l’insediamento di un nuovo monastero per frati trappisti sulla collina di Monte Giove. Con una completa mancanza di logica e di programmazione la Giunta Seri continua a presentare varianti al vecchio Piano Regolatore mentre va in giro nei quartieri a discutere del nuovo Piano. Quindi la giunta di centro sinistra, nonostante le forti opposizioni alle varianti Gimarra e Centinarola continua imperterrita nelle modifiche all’uso del suolo portando ancora cemento e asfalto nelle periferie e sulle colline intorno a Fano, pensando, forse, che questa sia la vera soluzione per contrastare il riscaldamento climatico, evitare alluvioni e il dissesto del territorio. Nella sua profetica enciclica “Laudato Si” Papa Francesco nel denunciare i mali inferti dall’uomo alla Natura, indica espressamente il consumo del suolo come una delle ferite più gravi ai danni dell’ambiente.
Ma la Giunta Seri sembra decisa nel dare il via ad una variante ad hoc che favorisce esclusivamente un soggetto privato, che non porta nessun beneficio per la collettività, e che crea un pericoloso precedente andando a trasformare una zona agricola con vincolo paesaggistico, e di notevole rilevanza ambientale, per realizzare un complesso edilizio composto da chiesa, monastero e cimitero privato per un’altezza di 7 metri (più quella del campanile) per 2384 mq e 9474 m3. Tutto ciò con la consapevolezza che numerosi altri edifici religiosi della zona stanno andando alla malora perché non più utilizzati o sottoutilizzati, ma che, adeguatamente ristrutturati, potrebbero assolvere alle funzioni richieste dai frati romani. Chiediamo quindi con forza l’intervento di cittadini, circoli culturali, e forze politiche perché la variante per il nuovo monastero trappista non sia approvata in quanto mancano i presupposti di interesse generale e perché rappresenta un “vulnus” al paesaggio agricolo della collina fanese.
La Lupus in Fabula o.d.v. - il presidente Flavio Angelini






















