DALL’ULTIMO NUMERO DI NON SOLO FLAMINIA LUGLIO 2023
Omaggio a un parroco, a 33 anni dalla scomparsa, che ha segnato una comunità
Dalla parte dei giovani, ha dato vita
a Montemaggiore al Metauro
a tanti eventi ricreativi e culturali
nonostante una malattia fatale ad appena 50 anni
Per lui stima e affetto da ogni latitudine
Nel trentatreesimo anniversario del ritorno al Padre di don Gabriele Giommi, è doveroso il ricordo di un prete che ha lasciato un’impronta indelebile nella vita spirituale e umana dei suoi parrocchiani a Montemaggiore al Metauro. Nato a Fano nel 1940 e ordinato sacerdote nel 1966, esercitò all’inizio il ministero come vice parroco a San Giorgio di Pesaro. Nominato successivamente “don” a Montemaggiore nel 1972, Gabriele, trascorse in loco diciotto anni con fede e amore per il prossimo, in sostanza la sua vita. Sono stati la cordialità e il suo carattere gioviale a ispirare simpatia e fiducia nella gente, procurandogli stima e affetto. Fu parroco nel difficile periodo storico dove la Chiesa non sempre era in linea con i vari cambiamenti sociali, ma fu sempre amato, soprattutto per la grande umanità che in don Gabriele era immensa e a sostegno di tante persone bisognose di aiuto. Aggiungiamo noi, elargita incondizionatamente a tutti, senza distinguo politico o livello sociale. Donando quell’aiuto morale senza mai nulla chiedere, pensava alle sofferenze della sua gente e specialmente nei giorni di festa andava a far visita portando una parola di sollievo a quelle famiglie dove il dispiacere era “di casa tutto l’anno” a causa delle abituali vicissitudini della vita. Pastore fra la sua gente, condivideva con i giovani le liturgie religiose e gli eventi aggregativi della comunità. Riuscì a formare attorno a sé un numeroso gruppo parrocchiale che dette vita a tanti eventi ricreativi e culturali come Le Olimpiadi per ragazzi dove partecipavano anche i paesi limitrofi. Seguirono il festival canoro per i bambini intitolato L’Arca d’Oro, lo spettacolo teatrale Forza Venite Gente. Aveva portato i baby a recitare perfino al teatro Pergolesi di Jesi il musical dal titolo Caino e Abele, senza dimenticare i vari campi scuola nel periodo estivo.
Fu protagonista nel cinema parrocchiale con l’allora proiettore super 8, mentre per abbellire le funzioni religiose dette vita al coro canoro, il primo in zona a usare contemporaneamente organo, chitarra e batteria. Era altresì partecipe con la sua presenza ai lieti eventi dei suoi parrocchiani come matrimoni o ritrovi comunitari, ma ancor più puntuale nelle visite domiciliari agli ammalati e anziani. La sua umanità veniva messa ancor più in risalto con la vicinanza all’addio terreno di un suo concittadino, andando a far visita alla famiglia del defunto dopo il ritorno dal cimitero. Svolgendo la sua missione sacerdotale con il fervore della fede e amore per il prossimo, ha avuto un occhio rivolto al futuro intuendo per primo la necessità di un centro più grande a Villanova per lo svolgimento del ministero religioso. Fu lui a convocare le prime assemblee per l’ampliamento della chiesetta e se oggi esiste questa bella realtà portata avanti con maestria dall’attuale parroco don Alcide, lo si deve un po’ anche a don Gabriele, sagace nell’aver visto la futura espansione demografica di Villanova. Purtroppo la sua vita fu condizionata da varie vicissitudini e da tanti problemi di salute che gli resero difficili gli ultimi anni di ministero. Ciò fino a quando la malattia nel 19 luglio 1990 ne stroncò prematuramente la sua esistenza, lasciando un vuoto nell’intera comunità montemagggiorese.






















