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Ho presentato nei giorni scorsi una mozione in Consiglio regionale, sottoscritta anche dal gruppo Pd, affinché il presidente e l’assessore competente si adoperino per aprire un dialogo con le cooperative, i consorzi e gli enti gestori che gestiscono e operano nel settore dei servizi alla persona, a tutela dei contratti degli educatori professionali. L’educatore professionale è l’operatore sociale e sanitario che organizza e attua progetti educativi e riabilitativi all’interno dei servizi sanitari o all’interno di servizi socio-educativi, per persone in difficoltà come minori, tossicodipendenti, alcolisti, carcerati, disabili, pazienti psichiatrici e anziani. È una figura professionale che lavora in equipe multidisciplinare, operano principalmente in appalto o in regime di accreditamento per il settore pubblico, anche se i contesti di lavoro più diffusi sono le Cooperative Sociali e in alcuni casi le associazioni oltre che le aziende sanitarie locali, i Comuni, i consorzi e le scuole. Nella nostra regione l’educatore professionale lavora soprattutto sull’educativa scolastica, territoriale e nei servizi domiciliari ma non solo, sono anche presenti in tutte le realtà in cui si rende necessaria la cura della persona. Nell’autunno del 2022 si è costituito un Comitato per i diritti degli educatori professionali delle Marche con l’obiettivo di migliorare le condizioni di lavoro di questa categoria. Il Comitato ha più volte e in più sedi denunciato la criticità del loro contratto di lavoro non solo per quanto riguarda il loro livello contrattuale ed economico, ma soprattutto per avere il riconoscimento sia delle ore non svolte a causa dell’assenza dell’utente per malattia o altro, nonché i rimborsi chilometrici e del tempo necessario per gli spostamenti da utente-casa-struttura, come pure il riconoscimento del lavoro intellettuale indiretto per la progettazione del percorso educativo e per la preparazione dei materiali. Ad oggi la mancata risposta da parte delle istituzioni di fronte alle condizioni di lavoro precarie sta portando alla grande fuga degli educatori da tutti i servizi, con la conseguenza di un impoverimento dal punto di vista professionale della categoria e portando ricadute negative sui progetti a favore dei nostri utenti in situazione di fragilità e sull’intero sistema del welfare marchigiano, di cui non possiamo permetterci.

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Marta Ruggeri, capogruppo del M5S in consiglio regionale

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