Lunedì 17 luglio una delegazione di cittadini di Cantiano consegnerà ad Ancona la lettera aperta al presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, unitamente alle oltre 850 firme raccolte. Un’occasione per un confronto sui punti salienti della missiva della quale ne riportiamo uno stralcio. “Accelerare il trasferimento di tutti i fondi destinati a Cantiano per l’alluvione del settembre 2022. A tutt’oggi sono state concesse somme in una percentuale attorno al 10/15% dei danni subiti da privati cittadini e imprese, pari al 30% di quanto impegnato per interventi di somma urgenza (500.000 euro circa contro 1,6 milioni di euro necessari. Le ditte, già creditrici di ingenti importi, non possono più impegnarsi in ulteriori lavori fin quando non saranno saldati i debiti pregressi). Tutto questo mentre in Regione sono arrivati ben 97 milioni di euro da circa 3 mesi”. È una delle richieste che i cittadini di Cantiano, sottoscrittori di questa petizione (oltre 850 firme raccolte), porteranno lunedì in Regione. Missiva indirizzata anche a Prefettura, Provincia, Protezione civile, Genio civile, Consorzio di bonifica, Unione montana e Comune di Cantiano. Nella lettera si richiedono di conoscere i tempi dei lavori previsti per la prevenzione del rischio idrogeologico e la messa in sicurezza del paese e l’urgente risistemazione del patrimonio pubblico (condotte idriche, fognature, fiumi eccetera). L’appello è rivolto al presidente delle Marche Francesco Acquaroli: “Siamo quel paese che lei ha visitato il 15 gennaio su invito del nostro sindaco, per un incontro con l’amministrazione e la cittadinanza. In quella sede ha fatto tre promesse: il supporto tecnico-amministrativo alla struttura comunale; il riparto delle risorse economiche stanziate dal Governo tra i paesi colpiti in proporzione ai danni subiti; l’istituzione di una struttura commissariale post-alluvione con poteri di deroga alle normali, lunghe procedure. Ci siamo aggrappati a quelle parole ma da quel 15 gennaio sono passati altri mesi, Oggi prevale la delusione – conclude la missiva -. Ci duole che tutte le volte che si parla dell’alluvione non si parli più di Cantiano dove, solo qui, l’acqua è entrata nelle case fino a oltre 2,50 metri di altezza. Vogliamo che si realizzi subito tutto ciò che ci ha promesso sei mesi fa: vogliamo le stesse attenzioni che dedica agli altri”.
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