Peronospora
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Cambiamenti climatici, peronospora e turbolenze finanziarie mettono in ginocchio un’intera economia. Servono aiuti e risorse per compensare la perdita di raccolto e i maggiori costi sostenuti

La serie di calamità che si è abbattuta sul comparto agricolo marchigiano rischia di segnare un drammatico punto di non ritorno. I cambiamenti climatici, tra prolungate siccità, piogge tropicali e violente grandinate, stanno generando ricadute disastrose sulle colture e sulla competitività delle nostre Aziende. Gli agricoltori, mai come in questo frangente storico, si trovano compressi tra l’incudine del maltempo e il martello dell’incremento dei costi. E il quadro generale, già fortemente compromesso, registra quest’anno un’ulteriore piaga: quella delle malattie funginee, favorite dalle enormi precipitazioni registrate sui territori. In particolare, per impatto ed effetti, si segnala senza dubbio la diffusione della peronospora. Secondo le ultime stime questa patologia, che purtroppo colpisce coltivazioni fortemente strategiche per la nostra economia di settore, comporterà una perdita di raccolto pari addirittura al 50%. Un’enormità se si pensa che, oltre al mancato guadagno, gli agricoltori hanno dovuto sostenere spese ingenti per i trattamenti nel tentativo di contenere le perdite. Occorre dunque che il Governo e la Regione Marche intervengano con puntualità e soprattutto con risorse adeguate. E’ necessario infatti prendere atto che, mai come in questo momento, il comparto agricolo sta fronteggiando complessità che non hanno carattere episodico bensì strutturale. Pertanto non si può e non si deve ragionare con il bilancino ma, al contrario, è necessario mettere in sicurezza il sistema produttivo attraverso aiuti adeguati e una strategia di lungo periodo che sia credibile e concreta.

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Augusto Curti - Deputato della Repubblica Italiana

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