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FOSSOMBRONE Un detenuto del braccio di massima sicurezza del carcere di Fossombrone ha aggredito violentemente ieri mattina alle 11 un agente di polizia penitenziaria, che ha dovuto ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso di Fano. Nella  segnalazione Stefano Pollegioni, delegato regionale UDC del comparto e sicurezza sottolinea di essere venuto a conoscenza del fatto dai sindacati e rimarca che si tratta «dell’ennesimo atto di violenza nei confronti delle Forze di Polizia. Un detenuto di alta sicurezza del carcere di Fossombrone ha colpito violentemente un agente di polizia penitenziaria. Fortunatamente non è in pericolo di vita ma ha dovuto ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso di Fano. A lui va la mia solidarietà e vicinanza che estendo a tutta la polizia penitenziaria. Purtroppo si parla di ennesimo fatto in una situazione carceraria insostenibile». Pollegioni aggiunge: «Certamente i detenuti vivono un regime carcerario difficile con una gestione precaria sotto ogni aspetto. Per questo è altrettanto difficile sostenerla da chi deve vigilare in quanto di fatto è sottoposto a seri pericoli per quanto attiene la propria incolumità. Manca personale , si viaggia sull’ordine di un agente ogni 40 detenuti, mancano i mezzi logistici per intervenire e le tutele che i Governi dovrebbe assicurare anche alla polizia penitenziaria vanno a farsi benedire». Per quanto riguarda i «detenuti con problemi psichiatrici insieme a tutto il resto» Pollegioni sottolinea ulteriori gravi  carenze «perchè le strutture previste (Rems) sono chiuse». Inoltre «detenuti come in questo caso di alta sicurezza puniti con il massimo delle pene si sentono giustificati a commettere atti di violenza. E’ inaccettabile e a rimetterci  sono i nostri agenti penitenziari».

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