Il nostro intervento si strutturerà anche attraverso alcune domande, quelle che ci siamo fatti in questo primo anno di attività e a cui abbiamo cercato di dare delle fattive risposte, partendo dalla prima e forse maggiormente dovuta: Ma perché questa conferenza stampa sull’ospedale la fa il Comitato dei cittadini che rivogliono l’ospedale e non l’amministrazione comunale di Fossombrone?
La risposta si può trovare nel perché ci siamo costituiti
Nei primi mesi del 2022 moltissimi comuni della nostra provincia hanno indetto Consigli monotematici sulla sanità in vista del nuovo Piano Socio-Sanitario Regionale, questo anche alla luce delle promesse elettorali riguardanti il ripristino dei 13 ospedali chiusi nella regione. Perciò dal mese di febbraio anche a Fossombrone, data la grande l’opportunità per il nostro ex-ospedale, la lista di minoranza Progetto Comune lo richiese, ma dopo una prima apparente approvazione della Giunta (circostanza supportata anche da un post del comune sulla pagina fb istituzionale), vi fu una sospetta marcia indietro. Il sindaco Berloni aveva cambiato idea e nei mesi successivi dichiarò che quello non era il momento. Una situazione paradossale, il Sindaco di Fossombrone che dovrebbe essere in prima linea per difendere e promuovere le iniziative a favore del diritto alle cure dei propri cittadini, stava realizzando un’incomprensibile melina che durò ben 5 mesi, tutti a scapito della sanità nella nostra città. Fu in questa circostanza che esasperati da questa inerzia, a giugno del 2022, più anime della città hanno deciso di unire le loro forze per trovare un’efficace strategia per arrivare in tempi utili ad una discussione su questo tema nella sede deputata, il consiglio comunale; così nacque il Comitato dei cittadini che rivogliono l’ospedale a Fossombrone.
La priorità, a questo punto, era quella di organizzare in tempi strettissimi una raccolta firme da consegnare al sindaco proprio con la finalità di indire un consiglio monotematico sulla sanità. Il risultato? Un’incredibile affluenza ai nostri gazebo che in solo due mattine ha prodotto quasi 700 firme!
L’amministrazione non poteva più tergiversare, perciò ci ha accolti in comune, rilanciando con l’apertura di una commissione speciale sulla sanità. La stessa amministrazione (per voce del sindaco) si sarebbe impegnata a far sì che gli altri sindaci nei comuni limitrofi facessero proprio il documento che ne sarebbe nato (cosa invece mai realizzata). Aggiungiamo che comunque, il fair play del Comune nei nostri confronti non ha mai raggiunto grandi vette e, infatti anche in questa circostanza salutava l’istituzione della commissione, sempre dalla propria pagina fb istituzionale, con una nota intitolata: “Oltre la propaganda, prima una commissione speciale sulla sanità e poi un consiglio monotematico”, come se questo risultato fosse merito loro (o solo loro) e gli altri vivessero di propaganda (o di speculazioni o strumentalizzazioni o sterili polemiche, per finire ai deliri, che sono i giudizi che in questi mesi ha riservato al nostro Comitato la nostra Giunta comunale).
… ma tant’è, noi eravamo soddisfatti, grazie alla partecipazione cittadina la macchina per l’indizione del Consiglio monotematico era finalmente partita!
Ma l’istituzione della commissione speciale sulla sanità a Fossombrone fu un passaggio convinto o solo un diversivo? Innanzi tutto, diciamo che l’istituzione della commissione fu comunque, per il nostro comitato, una piccola vittoria, perciò, ovviamente ci mettemmo a completa disposizione per elaborare i contenuti del documento che avrebbe dovuto rappresentare il manifesto delle richieste del comune di Fossombrone alla Regione. Cominciò così un fitto e costruttivo scambio di bozze fra la Commissione, presieduta dal Consigliere Marco Bartoli, e il nostro comitato per il tramite della consigliera Gloria Mei.
Il Consiglio Comunale, il 4 Ottobre 2022, approverà all’unanimità il documento della nostra Commissione Sanità con 10 richieste precise che, se fossero state realizzate, avrebbero garantito all’intero bacino di utenza, non l’ospedale di 20 anni fa ma quel minimo di servizi che permetta di tutelare dignitosamente il diritto alla salute. Ricordiamo che il documento predisposto in Commissione aveva principalmente due obiettivi: rivedere la distribuzione nei carichi dei Pronto Soccorso di Fano e Urbino notoriamente intasati, con un punto di primo intervento a Fossombrone presidiato da medici e infermieri, nonché riportare posti letto di medicina e di chirurgia ambulatoriale (Day Surgery).
L’unica condizione per ottenere questi risultati è che il nostro ex-ospedale avrebbe dovuto passare dall’attuale modello di “ospedale di comunità” a fare riferimento, come nel passato, alla rete ospedaliera cioè un ospedale di base.
Quindi fino a qui tutto bene ma poi?
Poi il Comune, tramite il Presidente della Commissione annuncia una call per discutere proprio del documento con l’assessore Saltamartini, fissata per il 19 Novembre 2022 e qui, purtroppo, è cascato l’asino! Infatti, nella call a porte chiuse da cui, nonostante la richiesta di partecipazione, fu precluso l’accesso anche alle consigliere regionali di minoranza Ruggeri e Vitri, Saltamartini, a fronte dell’unica domanda concessa alla Consigliera Mei che chiese se Fossombrone sarebbe tornata ad avere un ospedale, rispose che ciò non era possibile, ovvero che sarebbe rimasto l’ospedale di comunità a cui si sarebbe aggiunta la casa della salute. Quindi, nonostante il positivo giudizio espresso dallo stesso assessore che aveva definito il documento pragmatico e ben strutturato, la call si concretizzò con un nulla di fatto, la richiesta principale di ritorno alla rete ospedaliera per Fossombrone non era stata accolta. E cosa fa il nostro Sindaco per voce del Presidente della commissione? Rilascia una dichiarazione alla stampa di cui ancora ricordiamo il surreale titolo: “Ospedale, si respira aria nuova…” Un articolo dai contenuti confusi in quanto il presidente Bartoli faceva intendere un accordo di intenzioni sul Punto di Primo Intervento, funzione però che può avere solo un ospedale di base, insomma un grande pasticcio!
La dura e triste realtà
Noi ovviamente fummo invece molto delusi, la profusione mediatica di promesse sulla riapertura di tutti gli ospedali chiusi fatta dal Presidente del Consiglio Meloni, dal vice Salvini e dagli esponenti della Giunta regionale come Baldelli, si sgretolavano, lasciando noi del Comitato attoniti per l’incoerenza ma lasciando invece evidentemente soddisfatta la nostra amministrazione. In quel momento avevamo capito che saremmo stati soli, anzi che, probabilmente, lo eravamo sempre stati.
E come è finita con il PSSR?
Esattamente nel modo in cui l’assessore Saltamartini aveva anticipato, nessuna riapertura dell’ospedale di Fossombrone, ma solo fumose inedite formule senza senso, o perlomeno ancora vuote. Nel PSSR sul paragrafo dedicato al nostro comune si introduce la definizione di PIT (Punto di Intervento Territoriale), ma nessuno sa cos’è e si contestualizza Fossombrone in area “disagiata”, ma entrambe le definizioni non fanno capo ad alcuna norma, l’unica cosa sicura è che il nostro nosocomio rimarrà ospedale di comunità.
E quali sarebbero le motivazioni di questo diniego? Perché la Giunta Regionale richiama le criticità dovute alla carenza di personale, alla scarsità di budget e alla famigerata legge Balduzzi, che fornisce come atto di indirizzo dei limiti in merito al bacino di utenza degli ospedali, per cui… tutte motivazioni che avevamo già visto, tutte criticità già esistenti quando dall’attuale Giunta Regionale veniva fatta una campagna elettorale basata sulla sanità, illudendoci che tutto ciò avrebbe potuto essere risolvibile invece erano, evidentemente, solo parole! Ma per qualcuno il miracolo è stato fatto, ci riferiamo agli ospedali di Pergola e Cingoli, uno ha conservato il titolo di ospedale, l’altro addirittura è stato riaperto, alla faccia della Balduzzi e di tutto il resto.
E perché? A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina; infatti l’assessore regionale Baldelli è stato sindaco di Pergola come Saltamartini lo è stato di Cingoli. A questo riguardo è un obbligo ricordare che in una delle ultime rilevazioni degli accessi ai PPI prima della chiusura dei rispettivi ospedali, Fossombrone vedeva 9.500 accessi annui, Pergola 7.200 e Cingoli solo 3.500, dunque parlano i numeri.
Ma almeno la Commissione sanità di Fossombrone ci ha provato?
Anche qui parlano i fatti. Dopo la convocazione per deliberare il testo del documento da passare in Consiglio Comunale, a settembre del 2022, la commissione speciale sulla sanità non è stata più riunita, nonostante le numerose reiterate richieste del nostro comitato formalizzate al Sindaco e alla cittadinanza con ben tre lettere aperte. Ma non solo, la Giunta Berloni non ha mai richiesto una convocazione alla Commissione sulla sanità regionale che nei due mesi in cui è stata aperta ha avuto e concesso più di 120 audizioni, fra cui anche quella del nostro Comitato, si, avete sentito bene il nostro comune, con una
situazione di questo tipo in ballo non è mai andato in Regione a discuterne pubblicamente.
Beh, in realtà il 15 luglio 2023, a commissione regionale sanità chiusa di sua sponte e senza ovviamente passare dalla Commissione e successivamente dal Consiglio comunale, il consigliere Bartoli ha presentato al Presidente Baiocchi una lista di richieste non armonizzate al documento di ottobre che chiedeva il reintegro nella rete ospedaliera, una mossa a dir poco maldestra e istituzionalmente scorretta che ha dovuto far ritirare all’amministrazione l’atto per l’evidente irregolarità. Risultato? Niente, niente di niente!
Ma qualcuno potrà dire, anzi ha detto, che magari, le richieste fossero mosse con altri mezzi, magari meno convenzionali, pensiamo tranquillamente di smentire anche questa lettura, infatti a marzo il consigliere Bartoli formalizzò una richiesta all’assessore Saltamartini per una call, richiesta che ovviamente fu messa in conoscenza anche agli altri membri della commissione, peccato che anche questa banale richiesta non abbia mai avuto risposta, o perlomeno non abbia avuto una risposta ufficiale, perché, come noto, le occasioni di contatto con i vertici regionali non sono certo mancate a Fossombrone. Ma una domanda resta e resterà senza risposta. Ma se il Sindaco Massimo Berloni ci avesse provato davvero? Si, se il Sindaco Berloni avesse convintamente sostenuto la battaglia a difesa del documento da lui votato, le cose sarebbero andate diversamente? Se dopo aver riempito il palazzetto dello sport per il Giro d’Italia alla presenza della Regione lo avesse fatto anche per l’ospedale? Se avesse chiamato tutti i cittadini per sostenere la richiesta di far rientrare Fossombrone nella rete ospedaliera, la Regione si sarebbe dimostrata più disponibile? Disponibile e generosa come lo è stata con il Giro per il quale ha stanziato ben 370mila euro! Questo dubbio ci resterà sempre, perché il Sindaco purtroppo queste cose non le ha fatte.
E oggi?
È di qualche giorno fa il comunicato stampa che arriva direttamente dal Direttore Generale Ast, Nadia Storti, dal titolo “Piccole, grandi innovazioni…”, che presenta l’aggiornamento dei testa letto nel nostro nosocomio anche con il nuovo impianto a chiamata a disposizione dei pazienti… il tutto condito da una serie di ovvietà e di “non notizie”.
È questo lo spettacolo a cui dovremo assistere nel futuro?
Convincere pazienti con liste d’attesa infinite o costretti a fare i pendolari con viaggi della speranza che così vada tutto bene? Lo diciamo subito, noi del Comitato per l’ospedale a Fossombrone non ci fermiamo qui, continueremo a difendere la sanità pubblica e tutti i cittadini che ci hanno dato fiducia potranno contarci!
Comitato per l’ospedale a Fossombrone





















