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Marta Ruggeri

Nei giorni scorsi abbiamo presentato una interrogazione in Consiglio regionale affinché il Presidente e l’Assessore competente rispondano sulle motivazioni per cui non hanno programmato la pubblicazione del concorso per n. 47 posti per infermieri sulla base delle sessioni di laurea in Scienze Infermieristiche. Occorre precisare che il nostro atto ha preceduto la lettera che gli studenti laureandi in Scienze Infermieristiche hanno prontamente fatto pervenire a tutti i consiglieri regionali, chiedendoci di intervenire sull’errore fatto dalla Giunta per non aver dato la possibilità a questi ragazzi di partecipare al concorso.

Nella interrogazione ho ritenuto importante sottolineare che nel Sistema Sanitario marchigiano c’è una carenza di personale pari a 2.700 professionisti, tra medici, infermieri, O.S.S., tecnici e amministrativi. Nonostante ciò, questa Giunta, per la sua inadeguatezza non è stata capace di coordinare il concorso con i Poli Universitari, escludendo in questo modo circa 180 studenti in Scienze infermieristiche che si laureeranno a fine novembre provenienti da diverse facoltà regionali: 44 da Pesaro, 40 da Ancona, 40 da Macerata, 30 da Ascoli e 30 da Fermo.

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Purtroppo siamo difronte all’ennesima incapacità di questa amministrazione di programmare le attività amministrative fondamentali per poter far fronte alle carenze del personale che opprimono il settore sanitario. Per risolvere il problema della sanità pubblica regionale occorre fare scelte politiche coraggiose che rilancino la figura dell’infermiere, a livello contrattuale e organizzativo, con retribuzioni che consentano di poter svolgere la propria professione con serenità, incrementando il numero delle assunzioni per garantire la tutela delle prestazioni pubbliche e la sanità del territorio prevista dal Piano Socio Sanitario Regionale che, senza personale, rischia di rimanere solo sulla carta. Per tale motivo ho chiesto alla Giunta regionale se intenda intervenire per evitare che ci siano altri concorsi non coordinati, e soprattutto cosa intenda fare per evitare la fuga di queste professionalità nel settore privato, in altre regioni o addirittura all’estero, come alcuni laureandi hanno già dichiarato a mezzo stampa di avere intenzione di fare. Questa regione non si può permettere più di avere personale precario nelle strutture sanitarie pubbliche, e soprattutto non si può più permettere di sostenere la formazione per poi disperdere talenti e professionalità solo per inettitudine amministrativa.

Marta Ruggeri, Capogruppo M5S in consiglio regionale

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