Gli operatori dell’ospedale di Fossombrone ce la mettono tutta ma, come oramai accade sempre più spesso nel settore sanitario, sono rassegnati all’abbandono da parte delle istituzioni, compresa l’amministrazione comunale praticamente assente. Nei giorni scorsi è tornato alla ribalta l’annoso problema della mancanza dei medici che dovrebbero presidiare il nosocomio. Infatti, è recentemente accaduto che di notte non fosse presente alcun medico in struttura, né del 118 (non perché impegnato in qualche intervento ma proprio non presente), né la guardia medica e neanche il medico di cure intermedie. A Fossombrone, operativamente, si concretizza una complementarità tra queste figure, che vedono l’ultima sponda nella presenza obbligatoria del medico nell’unità del 118. Ma per ben più di un caso, anche il presidio del 118 è rimasto sguarnito del suo medico e questo è successo anche ieri (4 gennaio) nel turno dalle 14 alle 20. La cosa che lascia più interdetti è che la discutibile gestione dei turni del personale porta ad avere alcune volte fino a quattro medici, altre volte, addirittura zero. Queste circostanze, che originano un evidente stress correlato e possono innescare anche nervosismi incontrollabili da parte dell’utenza, rendono Fossombrone, a detta degli operatori, una meta professionale da evitare, andando così, se possibile, ad aggravare una situazione già vicina al punto di rottura. Ma perché, pur essendo note queste criticità non vengono presi provvedimenti dagli enti competenti? Perché si deve assistere a una inspiegabile e discutibile asimmetria nell’impegno di risorse nella nostra sanità provinciale che sfavorisce sempre il nostro ospedale di comunità?
Quante volte abbiamo sentito dire dai vertici istituzionali regionali che sia necessario creare un filtro per i Pronto Soccorso, lasciando a strutture come la nostra di poter intervenire sui cosiddetti codici bianchi? Eppure, la realtà, a detta degli operatori, è ben diversa, infatti, lo scaricamento progressivo delle attività dei laboratori a Fossombrone pare racconti una volontà aziendale in antitesi con l’obiettivo di creare un alleggerimento per gli ospedali limitrofi. Ci è stato riferito che le comunicazioni da parte dell’azienda sanitaria latitano e quando arrivano ci si può trovare davanti a situazioni tristemente inedite come quella che ha visto la sospensione del servizio di radiologia per tutti i pomeriggi dal 22 dicembre al 5 gennaio. Ma questo mezzo servizio oramai si manifesta anche al laboratorio analisi, aperto solo in mattinata per le urgenze.
Finita qui? Purtroppo no, è notizia dell’ultima ora che a Fossombrone anche la farmacia ospedaliera e il deposito dei farmaci (noto perché di grande aiuto logistico durante la pandemia) verranno trasferiti. Un altro pezzo di ciò che rimane dell’ex ospedale viene smantellato, una mancanza che, un’altra volta comporterà disagi per i pazienti che dovranno trovare altre strutture dove rifornirsi. Insomma, chi potrà, dovrà spostarsi con i propri mezzi per esercitare quello che è il sempre più lontano diritto alle cure, ma come ci è stato detto saggiamente da un’operatrice: “la sanità non si deve basare sulle quattro ruote”.
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