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di Anna Maria Polidori

Torna l’amatissimo appuntamento della festa di Sant’Antonio a Pianello di Cagli. I motori vengono scaldati già questa sera con La Cena della Condanna su prenotazione. Nelle frazioni limitrofe è tutto un chiedere: “Tu vai al pranzo? Io penso che assisterò anche alla messa. Porterò con me alcuni amici. Non me la perderei per nulla al mondo”. Contadini, agricoltori di Pianello e delle zone limitrofe sono legati, affezionati a questa festività che mette in risalto il santo patrono degli animali. La sua benedizione è apprezzata tanto sugli animali che sul cibo che vien dato loro. È un programma molto fitto quello di domani, che vedrà l’allestimento di stand gastronomici in piazza con la colazione alle 9.30. Alle 11 ci sarà la santa messa e a seguire, verso le 11.45 per tutto coloro che arriveranno con cavalli, muli, piccoli animali domestici, la benedizione in piazza. Alle 12.30 poi non può mancare il pranzo al ristorante El Paso! E per chi ancora avesse un piccolo posticino per qualcos’altro, c’è perfino la merenda alle 17 in piazza. Chi era Sant’Antonio Abate? Uno dei quattro Padri  della Chiesa d’Oriente, il fondatore del monachesimo e il primo abate. Un santo che, nonostante sia nato in Oriente viene venerato tanto dalla nostra religione, quanto da quella luterana ed ortodossa. Ci sono variazioni nel giorno dei festeggiamenti ad Oriente. Mentre cattolici e cristiani mantengono lo stesso calendario, gli ortodossi così come pure per Natale, Capodanno ed altre festività celebrano Sant’Antonio il 31 gennaio, mentre i cattolici quel giorno ricordano San Giovanni Bosco. Come mai, vi chiederete, Sant’Antonio è diventato protettore degli animali? Tutto accadde durante il Medioevo. Era consuetudine per i frati crescere ed allevare animali, maiali inclusi. Questi nientemeno venivano adoperati per creare medicinali. Da qui Sant’Antonio divenne patrono dei maiali, e poi, per estensione, di tutti gli animali che vivono nelle stalle o fuori. Questa festa non viene celebrata solo da noi, ma un po’ in tutta Italia. A Mantova addirittura era consuetudine preparare in ogni casa il bisulan o chisol, una ciambella secca a forma di elle che, o salata o dolce era senza lievito e così durissima. Andava per forza accompagnata da un buon bicchier di latte appena munto o di…vino. Alla salute di Sant’Antonio!

 

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