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Onorevole Antonio Baldelli

Il “ricordo” non può essere limitato a una sola giornata. Lo dobbiamo a tutti i nostri connazionali brutalmente trucidati nelle Foibe, così come a tutte quelle famiglie costrette a sfuggire dall’odio razziale e dalla violenza del regime comunista di Tito. Una storia che per troppo tempo è stata nascosta, oggetto di negazionismo per decenni ma che, finalmente, stiamo portando alla luce, restituendogli quella dignità che ha sempre meritato. Per questo plaudo all’iniziativa del Gruppo FS e della Fondazione FS Italiane, alla guida dell’ing. Luigi Cantamessa, che hanno allestito un convoglio storico partito domenica scorsa da Trieste e che arriverà a Taranto, facendo tappa sabato 17 alla stazione di Ancona centrale. All’interno del treno è stata allestita una mostra multimediale aperta al pubblico che ripercorre idealmente il viaggio compiuto dagli esuli giuliano-dalmati. Quattro vagoni in cui è suddivisa l’esposizione: Italianità, Esodo, Viaggio del dolore, Ricordi di una vita. Lungo il percorso vengono proiettati i filmati di repertorio provenienti dall’Istituto Luce e da Rai teche, oltre a video e fotografie fornite dall’Istituto Regionale per la Cultura Istriana-Fiumana-Dalmata. Ricordare per non dimenticare, perché ciò che è accaduto ieri non possa ripetersi domani ed anche perché non torni l’oblio che per decenni ha avvolto una tragedia che ha colpito migliaia e migliaia di famiglie, la cui unica colpa è stata quella d’essere italiani. No, non possiamo dimenticare

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