di Anna Maria Polidori
Omar Conti, il pianista sul maggiolone torna a far parlare di se. Domani sarà a Linea Verde su Rai Uno alle 12.20 e tra le altre cose proporrà diversi pezzi musicali. Come è nata l’intervista Omar? Sono stato contattato da una ragazza a fine dicembre inizio gennaio. La conoscevo già perché non è la prima volta che interagisco con la Tv. Sono stato a Weekly, Uno Mattina, alcuni Tg. Della mia storia conoscevano gli antefatti, il mio anelito di libertà e d’amore che condivido con le persone attraverso la mia esperienza fatta di parole, formazione, musica: quindi durante l’intervista abbiamo “viaggiato” parlando di questi temi qua. La società in cui è cresciuto… Molto disfunzionale non soltanto dal punto di vista lavorativo, ma anche relazionale, nella cura di stessi e così via. Come avete scelto la location? Linea Verde doveva fare un servizio nella zona di Ascoli Piceno, quindi mi sono fatto suggerire luoghi belli, suggestivi da un mio amico foto-giornalista e tra tutti ho scelto Santa Maria della Rocca. Ha una chiesa secolare bellissima. Quando lo avete registrato? Il 6 febbraio. Solo per la preparazione ci saranno volute due orette, poi in sé l’intervista sarà durata 5 o 10 minuti. Che cosa suoni? Ho scelto tre brani che ritengo molto interessanti. Due di Morricone tratti da Nuovo Cinema Paradiso e C’era una volta il West e un pezzo di Piovani da La Vita è Bella, premio Oscar con Benigni come protagonista. La canzone è: Buongiorno Principessa.
Che cosa ti resta di quest’esperienza?
Sebbene fossi stato diverse volte in Tv questa la considero una delle più piacevoli. Sebbene infatti loro avessero un copione ben strutturato a me han dato la possibilità di intervenire nelle modifiche il giorno stesso dell’intervista per far sì che l’esperienza che sto facendo possa arrivare a tutti molto più diretta. Ho avuto un’equipe di professionisti che mi hanno seguito molto bene. Il presentatore? Ho adorato il contatto con Livio Beshir perché abbiamo una storia comune. Lui si è avvicinato al buddismo lo scorso anno. e questa filosofia di vita lo ha portato ad avere un contatto forte nel cuore, nel viaggio personale. Io faccio un lavoro simile, ma senza tante definizioni. Abbiamo risuonato davvero tanto e ci siamo creati degli scambi intensi. È stata una bella, bella esperienza.
Il nocciolo dell’intervista… Ho mostrato il lavoro interiore che sto facendo per raggiungere benessere e pace interiore, non dimenticando quanto la musica possa sopraelevarci facendoci toccare una pace indescrivibile che le parole non possono raccontare.






















