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Interrogazione di M5S sulla crisi idrica, non se ne viene a capo

Marta Ruggeri

La risposta di ieri da parte dell’assessore Aguzzi a una mia interrogazione abbinata a quella del consigliere Biancani mi lascia molto perplessa, in particolare riguardo la nostra provincia, dove la situazione appare più seria rispetto al resto delle Marche. A più di un anno di distanza da impegni vincolanti assunti dall’assemblea legislativa che ha approvato atti specifici e da tre e mezzo dall’insediamento di questa amministrazione, la giunta naviga ancora a vista, smentendo se stessa quando prima dà notizia che inizieranno i lavori di sfangamento del solo invaso del Furlo per il 10% di materiale estratto (una inezia) e subito dopo precisa che forse nemmeno quello sarà fatto poiché c’è una richiesta da parte di MarcheMultiservizi di non procedere allo sfangamento a causa della crisi idrica in corso. La Multiservizi infatti ritiene che svuotamento del bacino farebbe venir meno quella riserva d’acqua necessaria, pertanto suggerisce di rinviare il tutto al prossimo anno. Siamo certi però che il prossimo anno sarà meno problematico visto il cambiamento climatico in corso? Nella risposta scritta preparataci dagli uffici e consegnataci dall’assessore in aula, si menzionano poi i bandi PNRR a cui hanno partecipato singolarmente le province con i rispettivi enti preposti (Egato) di cui non si comunica l’esito. Insomma, nulla di fatto, solo altre parole, come lo studio dell’Egato 1 (provincia di Pesaro e Urbino) “Piano di azione per la gestione della risorsa idrica” e si fa di nuovo cenno al Piano per la tutela delle acque, che è infatti scaduto la bellezza di sette anni fa.

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Alla luce delle non risposte dell’assessore prende sempre più forma l’inconsistenza dell’azione regionale, da sommare con i cambiamenti climatici che, dati alla mano dell’Osservatorio Serpieri di Urbino, ci svelano che quest’anno è piovuta una quantità totale d’acqua nella media, ma con picchi intensi e a macchia di leopardo, oltre alla difficile gestione degli invasi, ritengo che dobbiamo analizzare seriamente nuovi metodi di raccolta dell’acqua, come la Rete dei laghi o altri metodi adattivi ai mutamenti climatici in corso.

Marta Ruggeri, capogruppo dei 5 Stelle in consiglio regionale

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