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È stata approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale di Fano, la mozione presentata dal consigliere comunale Scopelliti sulla tutela del dialetto e la biodiversità linguistica che prevede la collaborazione del Comune di Fano con un progetto di ricerca condotto dai ricercatori dell’Università di Urbino, Dipartimento di Studi Umanistici, e finanziato con fondi europei – NextGeneration EU.
Il progetto che verrà illustrato pubblicamente il prossimo 16 aprile presso la medesima Università, si pone l’obiettivo di proteggere gli archivi orali del recente passato dalla dispersione e dall’oblio, rimettere in circolo l’eredità complessa ed ancora sensibile della diversità linguistica e culturale che stanno tramandando ed allo stesso tempo creare una piattaforma digitale per mettere insieme tutte le esperienze culturali assai vive e presenti su tutto il territorio che hanno il dialetto locale come soggetto principale e mezzo espressivo.
Un progetto che, realizzando un atlante etnografico digitale, riprende il lavoro di un gruppo di studiosi svizzeri dell’Università di Berna, Karl Jaberg and Jakob Jud, che agli inizi del 900 volle realizzare una mappa linguistica ed etnografica del sud della Svizzera e dell’Italia e che inviarono a questo scopo un fotografo Paul Scheuermeier per fotografare le scene tipiche del mondo contadino e trascrivere le parole della vita quotidiana utilizzate per descriverle. Questi venne anche a Fano e di questa sua presenza rimangono le carte geografiche della nostra provincia con le trascrizioni delle variazioni dialettali e tante fotografie del mondo contadino raccolte a Fano e nell’entroterra nei paesi di Mercatello, Sant’Agata Feltria, Frontone, che sono state acquisite dalla Comunità Montana dell’Alto e Medio Metauro e raccolte nell’interessante volume “Uomini e Campagne tra il Montefeltro e il Mare “.
Approvando la mozione di Scopelliti, il Comune di Fano si impegna a costituire un tavolo di lavoro composto da stakeholders locali (associazioni culturali, autori dialettali, compagnie teatrali, istituzioni scolastiche, privati) disposti a collaborare alla nuova campagna di indagine sulle varietà linguistiche del territorio fanese e marchigiano, condotta nei prossimi due anni dai ricercatori dell’Università di Urbino sotto la guida della professoressa Chiara Celata, glottologa ed esperta di scienze del parlato. L’auspicio è che questo progetto possa integrarsi con altri progetti già presenti sul territorio per la conservazione e valorizzazione della cultura marinara e contadina, e che da parte dell’amministrazione ci sia l’impegno di prevedere nel bilancio risorse da investire per far si che il patrimonio teatrale dialettale (la rassegna teatro in dialetto fanese Cianfrusaglia, per es.) ed altre manifestazioni artistiche legate al dialetto non solo sopravvivano ma siano sostenute per rilanciare la cultura, il turismo ed enogastronomia locali in una visione internazionale. Nulla vieta, conclude Scopelliti, che la medesima mozione possa essere presentata presso altri Consigli Comunali per allargare la partecipazione al progetto di tutela del dialetto su tutto il territorio provinciale.

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