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Raccolta di firme, ieri pomeriggio in piazza Amiani a Fano, per salvaguardare l’ospedale Santa Croce. Oltre duecento persone hanno sottoscritto in un paio di ore la petizione avviata dalla lista La Fano che vogliamo, coalizione progressista, per chiedere una politica sanitaria basata su criteri di serietà e su adeguate risorse economiche. Un cartello esposto durante il presidio evidenziava infatti una sperequazione in fatto di risorse strutturali: a Fano palazzina delle emergenze e hospice pediatrico (“Ma ancora non ce n’è traccia”, si diceva ieri), per un totale di 33 milioni. Il confronto è con Pesaro: 204 milioni per il nuovo ospedale. Ma è anche con Pergola e Cagli: “30 e 15 milioni”. Ulteriore sperequazione: secondo gli organizzatori del presidio in piazza Amiani, la politica regionale continua a mortificare il Santa Croce, svuotandolo e “lasciando poco più dei muri”, nonostante “sia l’ospedale che in provincia ha il maggior numero di accessi al pronto soccorso”, perché serve un territorio popoloso. Antenne dritte sulla nuova clinica privata a Pesaro, non essendo ritenuto ancora chiaro se la sua imminente nascita comporti una perdita di posti letto per Fano. Tra gli animatori del presidio Gianluca Cespuglio, Liliana Gabrielli, entrambi di La Fano che vogliamo, e Carlo De Marchi per Bene Comune: insieme a Giovanni Fontana e Francesco Panaroni dei 5 Stelle ha ricordato la storica battaglia condotta in difesa del Santa Croce e contro l’ospedale unico. All’iniziativa ha aderito l’intera coalizione dei Progressisti per Fano 2050, presente il candidato sindaco Stefano Marchegiani.

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