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“Rafforzare ortopedia pubblica per arginare la mobilità passiva”

Marta Ruggeri

Ai cittadini di Fano continuano a mancare certezze riguardo il futuro del loro ospedale. Sono ormai anni che come consigliera regionale e cittadina di Fano pongo nelle sedi istituzionali domande precise, che richiedono risposte puntuali su come la Giunta regionale intenda intervenire per tutelare e migliorare i servizi ospedalieri a Fano. Le risposte dell’assessore Saltamartini sono state sempre evasive, rimandando in un primo tempo al Piano Socio Sanitario Regionale, e poi, quando quest’ultimo è stato pubblicato nella forma di un documento pieno di principi ma vuoto nei contenuti, al Piano aziendale dell’Azienda Sanitaria Territoriale della provincia di Pesaro e Urbino, che non è dato sapere quando verrà pubblicato.
L’ultimo atto ispettivo l’ho protocollato ieri mattina. E’ un’interrogazione che chiede conto innanzitutto dell’allarme lanciato dal Primario del reparto senologia/brest unit, Dott. Cesare Magalotti, in merito alla chiusura delle sale operatorie ed alla conseguente diminuzione degli interventi che saranno possibili sulle pazienti affette da tumore al seno. Si chiedono inoltre lumi su reparti, servizi e posti letto che saranno previsti nell’ospedale Santa Croce, notizie che i cittadini hanno diritto di conoscere senza aspettare un Piano aziendale che non arriva mai.

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L’assessore regionale Saltamartini si assuma la responsabilità di dare delle risposte ai cittadini, visto che il nuovo Sindaco di Fano Luca Serfilippi ha annullato la annunciata conferenza stampa congiunta con il direttore generale dell’Azienda Sanitaria Territoriale Carelli. Basta trincerarsi e scaricare le responsabilità sui tecnici di scelte che sono politiche.
Ormai le elezioni amministrative si sono svolte, e a Fano hanno premiato le forze politiche affini all’amministrazione regionale. E’ quindi ora di scoprire le carte senza timore di perdere voti. I 50 posti letto di ortopedia promessi a Fano, saranno veramente attivati nel nostro ospedale? La separazione tra ortopedia traumatologica e programmata saranno implementate e soprattutto separate tra l’ospedale di Fano e Pesaro così come chiedono inascoltati gli operatori sanitari e noi del M5S da tempo o aspettiamo che altri stimati professionisti fuggano per cercare condizioni di lavoro più sicure e soddisfacenti? Ricordo solo che la mobilità passiva è in crescita con un saldo negativo di 50 milioni e la Provincia di Pesaro Urbino ne è profondamente coinvolta con pazienti che emigrano in Romagna per trovare risposte di salute in particolare nell’area ortopedico-traumatologica. Individuato il problema, quando verranno proposte soluzioni per invertire la tendenza? Sono passati già quattro anni e il quadro è andato solo peggiorando sotto la giunta di destra.

Marta Ruggeri, capogruppo M5S in consiglio regionale

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