Dopo una lunga attesa, non priva di patemi e sofferenze da parte della cittadinanza, arriva finalmente la convocazione della conferenza dei servizi in seno alla provincia di Pesaro e Urbino che decreterà le sorti del progetto di discarica a Riceci. Martedì 6 agosto, alle 10:00, per via telematica, inizierà l’incontro che metterà un punto, speriamo definitivo, in questa vicenda grottesca che affligge la comunità di Urbino, di Gallo di Petriano e di Vallefoglia. Dopo le tante prese di posizione della politica locale, potremo effettivamente valutare se si è trattato di parole al vento o meno. Tenendo in considerazione che è l’operato degli ultimi decenni che ci ha portato a questa situazione. Non è da ieri che tanti di noi protestano contro una gestione privatistica dei beni comuni, che vede sempre in difficoltà e sotto ricatto la cittadinanza; cittadini che vorrebbero esser coinvolti e parte integrante dei processi decisionali, invece di essere costretti a scendere in piazza per protestare quando i buoi sono già fuori dalla stalla. È grazie alla mancata programmazione della gestione dei rifiuti se siamo a questo punto, assieme ad altre e significative questioni legate alla governance di Marche Multiservizi, di cui continuiamo a chiedere l’azzeramento immediato. Voci di corridoio parlano di un piano “di riserva” legato a un progetto di inceneritore che la Regione avrebbe inserito nei piani futuri, un unico impianto per tutte le Marche. Non vogliamo credere che per risolvere definitivamente un’esigenza di gestione mai ben raccontata alla cittadinanza, l’unica via per evitare uno scempio ambientale da cinque milioni di metri cubi a Riceci, in faccia alla città patrimonio UNESCO di Urbino, sia quello di costruire un inceneritore da qualche altra parte. Vogliamo che vengano attuate in tempi brevi tutte le politiche atte a ridurre l’impatto ambientale del nostro vivere e del nostro lavoro quotidiano, andando ad implementare strumenti come la “raccolta porta a porta spinta” con tariffazione puntuale per i rifiuti urbani, e politiche di disincentivazione della produzione di rifiuti industriali derivanti da processi produttivi non al passo con i tempi e con le produzioni di qualità che hanno caratterizzato in passato il nostro territorio. Come per la risoluzione della crisi idrica che ogni estate ci attanaglia, chiediamo che ogni iniziativa che ha un impatto così importante sul territorio sia concertata con gli abitanti del luogo su cui insisterebbero gli impianti, e con tutti coloro che desiderano prenderne parte, avendo contezza del fatto che l’ambiente globale è sempre e comunque influenzato da quanto accade a livello locale. Quindi, perché un impianto (per esempio) di incenerimento vicino Fano non dovrebbe interessare anche gli abitanti di Cantiano, Ancona o Urbino? Riceci insegna che non ci sono più cittadini supini, le amministrazioni dovrebbero saperlo ed essere le prime a stimolare la partecipazione, invece di rifuggirla come abbiamo visto fare in quest’ultimo periodo.
Francesco Veterani, portavoce Assemblea Permanente dei Cittadini Urbino contro la discarica di Riceci






















