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Marta Ruggeri

La giunta marchigiana avrebbe potuto contare su tutte le condizioni favorevoli a una campagna di interventi per aumentare la capienza degli invasi attraverso un primo sfangamento dell’invaso del Furlo. 75 mila metri cubi fu il dato annunciato ad aprile dall’assessore Aguzzi rispondendo ad un mio atto ispettivo che affrontava, proprio in prossimità dell’estate, questo tema strategico nella gestione delle risorse idriche e sentito, in modo particolare, nella provincia di Pesaro e Urbino, dove il numero dei bacini artificiali è superiore rispetto al resto delle Marche. Da sommarsi alle altre due crisi idriche regionali, nelle province di Ascoli e Fermo dove già da qualche settimana è iniziato il razionamento, arrivando alla chiusura totale dei serbatoi nelle ore notturne. È evidente che non si può nemmeno più parlare di “emergenza”, ma di una situazione oramai da tempo scandita da eventi sempre più estremi, siccità prolungate e alluvioni devastanti, che impongono una gestione più oculata e razionale della risorsa idrica. Ma da oltre un anno dall’approvazione di una serie di impegni approvati dall’assemblea regionale, tra cui una specifica mozione a mia firma, prendiamo atto che la giunta regionale li ha purtroppo disattesi, a cominciare dallo sfangamento del Furlo, prima annunciato e subito dopo ritirato. Concludo ricordando che proprio su questo tema ho depositato anche due proposte di Legge che la Regione non sembra proprio voler né approfondire in commissione né tantomeno portare in discussione in aula:  una per finanziare sistemi di raccolta dell’acqua piovana, l’altra per ridurre la frammentazione del sistema di gestione idrico regionale e, contestualmente, rafforzare la gestione pubblica.

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Marta Ruggeri
capogruppo del M5S in consiglio regionale

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