
Da metà luglio le acque dell’alto e medio Adriatico sono state interessate dal fenomeno della mucillagine. Il fenomeno della formazione massiva di mucillagini, situazione non nuova nell’Adriatico, ricordando quelle della fine degli anni ‘80 e i primi anni del 2000, sta avendo ripercussioni negative sulle attività di pesca e sul turismo balneare, oltre a causare anche seri danni ecologici, soprattutto nei confronti degli organismi marini, in particolare quelli che vivono a stretto contatto con il fondo del mare.
Secondo il responsabile Biodiversità di Legambiente il ritorno della presenza di mucillagini nell’Adriatico è una delle conseguenze del carico di nutrienti in eccesso che arriva soprattutto dall’agricoltura e zootecnia intensiva della Pianura Padana attraverso il fiume Po.
E bene hanno fatto rispettivamente l’Assessora con delega alla pesca Francesca Frenquellucci e la Commissione ambiente del Comune di Pesaro, presieduta dal consigliere 5 Stelle Lorenzo Lugli, a riunirsi d’urgenza per affrontare di petto la questione. Io stessa ho provveduto, dopo un confronto con i due colleghi pentastellati pesaresi, a depositare un atto da discutere nei prossimi consigli regionali, per capire se ci sono state interlocuzioni fra la giunta regionale e il MASAF (Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste) per valutare forme di risarcimento ai comparti economici coinvolti dal fenomeno delle mucilaggini, in particolare quello della pesca ma anche del turismo balneare, che sembrerebbe aver registrato frequenti disdette di in alberghi e strutture ricettive.
Su questa vicenda mi ha impressionato, positivamente, l’atteggiamento delle regioni Emilia Romagna, Veneto e Friuli, ugualmente colpite, che già il 12 luglio hanno organizzato un incontro con la partecipazione dei rispettivi Assessori regionali e le associazioni che rappresentano le imprese di pesca, nel quale sembrerebbe essere stato prodotto un documento, indirizzato direttamente al Ministero, con una serie di proposte e azioni per fronteggiare il fenomeno e allo stesso tempo garantire indennizzi per il settore della pesca. Motivo per cui è ancor più importante capire se anche la nostra Giunta si sia fatta promotrice o abbia partecipato, a qualche confronto con i rispettivi colleghi emiliani e abruzzesi, altra regione interessata dal fenomeno, così da agire con unità d’intenti verso il MASAF..
Oltre agli aspetti di natura economica sopraindicati, ritengo che vadano prese in seria considerazione le ricadute ambientali, nel caso specifico legate all’eutrofizzazione, cioè
all’accrescimento di organismi vegetali che, decomponendosi, consumano l’ossigeno disciolto in acqua, rendendo l’ambiente inospitale per pesci e molluschi. Questo sì che sarebbe un vero dramma per le nostre coste! Quindi sollecito la Giunta ad assumere tutte le iniziative volte a monitorare l’evoluzione del fenomeno e stimare il suo impatto attuale e futuro, così da salvaguardare l’ambiente marino.
Marta Ruggeri, capogruppo M5S in consiglio regionale






















