Ieri in Consiglio regionale è stata discussa una nostra interrogazione presentata lo scorso 25 giugno con cui si chiedeva al Presidente e alla Giunta regionale in che modo intendessero assumere le oltre 2000 unità stimate dal Piano del fabbisogno del personale sanitario. Occorre ricordare che la nostra regione, oltre ad avere delle evidenti difficoltà a ridurre le infinite liste di attesa, ha previsto nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza un finanziamento pari a 70.786.725,87 per la realizzazione di 29 Case di Comunità, 9 Ospedali di Comunità e 15 Centrali operative territoriali.
Considerato che sia le case di comunità che gli ospedali di comunità dovranno essere consegnati entro il 2026, mentre le centrali operative territoriali, nella nostra regione, sono state avviate proprio nel mese di giugno, ci siamo chiesti in che modo la regione intenda intervenire per far fronte alla carenza del personale che la giunta stessa nel Piano del Fabbisogno del personale sanitario ha stimato in 2272 unità di personale aggiuntivo.
Inoltre, nei quesiti posti è stato chiesto se ritenessero fattibile, come tempistica, poter assumere questo personale entro il primo gennaio 2027, quando cioè saranno operative tutte le strutture previste nel PNRR. L’Assessore Saltamartini in aula ha subito chiarito che il personale sarà assunto entro il 2026, risposta rassicurante a metà se fosse vero, dato che lo ha fatto senza dare delle tempistiche assunzionali. Per quanto ci riguarda, abbiamo assistito nuovamente ad un’altra promessa da parte di questa amministrazione, che purtroppo va a scontrarsi con le quotidiani richieste e le esigenze di personale necessarie per la tenuta del sistema sanitario regionale. La rete ospedaliera è ormai al collasso e sta portando allo stremo la pazienza dei cittadini che molto spesso rinunciano addirittura a curarsi. Per il primo gennaio 2027 sarà tutto risolto, come affermato da Saltamartini, o avremo ulteriori cattedrali nel deserto? Più che ieri l’assessore, sarà il breve tempo che ci separa da quella data e lezioni che verranno messe in campo o meno dal governo nazionale e regionale a fugare i nostri dubbi e perplessità.
Marta Ruggeri, Capogruppo M5S in consiglio regionale






















