iliad kena Tim elettrodomestici elettronici a Cagli
legno
carne

Alla luce delle ultime dichiarazioni apparse sulla stampa, abbiamo da subito iniziato ad interrogarci sullo stato attuale e sul futuro di questa vicenda. A chi tocca risarcire del tempo e delle risorse spese finora? Se mai a qualcuno venisse in mente di caricare i costi sulle bollette o ancora peggio svendere quote dei comuni per ripianare i conti spostando in questo modo i rapporti di forza dentro il Cda di MMS, diciamo un forte “NO!” e chiediamo che andassero a bussare alla porta di chi ha ideato e messo in pratica questa operazione.

Vedere chi s’è affacciato timidamente alle manifestazioni di piazza gongolare per il risultato ottenuto non è un buon segnale, tanto quanto non lo è vedere confermate cariche amministrative dentro l’azienda e sentire parlare di nuove discariche senza essere capaci di studiare e pensare soluzioni che possano trovare modi sostenibili di trattare il rifiuto e ridurne il loro conferimento in discarica, come tante esperienze in giro per l’Italia e nel mondo dimostrano di essere riuscite a fare.

Ci aspettiamo che gli amministratori locali azzerino la dirigenza di MMS e s’interroghino sul modello aziendale che ci ha portato sull’orlo di un disastro annunciato.

scarpe firmate

Ricordiamo infatti che poco prima dell’inizio dell’affaire Riceci, fece molto discutere l’aumento dei compensi proposto e poi ritirato, che scoprì un nervo dolente della governance aziendale e del modello imprenditoriale da cui deriva. È oramai molto chiaro che, anche se a livello operativo l’azienda funziona bene, a livello manageriale invece zoppica vistosamente. Vogliamo attendere che affossi i bilanci di tutti gli enti locali?

Poco importa che al comando ci sia Tiviroli (a quando le dovute scuse? o un differente amministratore delegato che si porta dietro un consiglio d’amministrazione rinnovato) se non vengono messi in discussione i rapporti e i ruoli dentro quel CdA, a cominciare dalla ridiscussione dei patti parasociali in occasione della loro prossima scadenza, per disegnare la strada che ci porti ad una governance pubblica e competente affiancata dalla partecipazione dei cittadini. Riceci insegna che i tempi in cui nessuno andava a mettere il naso dentro a questioni complesse come i servizi essenziali sono finiti. Un folto gruppo di cittadini informati e volenterosi ha dimostrato che con l’impegno e il rispetto si può ottenere molto. Ci aspettiamo un’assunzione di responsabilità, coerente con quanto manifestato durante le recenti campagne elettorali. Il nostro territorio si merita ben altro che essere riempito di rifiuti.

da URBINO NO DISCARICA RICECI 

scarpe moda
irish pub cantiano
arredamento interno
moda donna