Nel Consiglio comunale del 17 ottobre, il sindaco e la maggioranza di centrodestra hanno inteso caparbiamente approvare il regolamento riguardante i nuovi Consigli di Quartiere, senza recepire le critiche e le proposte di modifica avanzate dalla minoranza consiliare, volte a garantire maggiore democraticità nella modalità di selezione dei partecipanti a tali organismi. A parte la “foglia di fico” dei 5 consiglieri estratti mediante sorteggio, per ogni Consiglio, il regolamento prevede infatti che i restanti 15 consiglieri vengano eletti dai Consiglieri comunali, in modo totalmente discrezionale, nonché con votazione segreta: un fatto inaccettabile, che mina l’intera bontà della delibera approvata, che arriva – è corretto ricordarlo – dopo 15 anni di sostanziale immobilismo sul tema da parte delle Giunte Aguzzi e Seri. Un cittadino che si candida a far parte di un Consiglio di Quartiere deve accettare il fatto che la sua elezione sia decisa da un consigliere comunale, di qualunque “colore” esso sia, al quale tale cittadino può risultare più o meno gradito, umanamente e politicamente: che idea di democrazia è questa? A Pesaro indicono, ormai dal 2012, libere elezioni nei quartieri, in cui ogni cittadino candidato si sottopone al giudizio degli elettori (non dei consiglieri comunali!): a Fano non si poteva fare lo stesso? A Fano manca il “coraggio politico” sufficiente per farlo. Un elemento cruciale, tuttavia, il Sindaco e la sua Giunta stanno sottovalutando: la credibilità dei futuri Consigli di Quartiere agli occhi della cittadinanza. Le vecchie Circoscrizioni furono certo organismi perfettibili, non sempre efficaci, ma mai i cittadini le percepirono come organismi “di parte”, nonostante fossero governate, alternativamente, da maggioranze di centrodestra o centrosinistra, perché tutti i cittadini si sentivano comunque rappresentati, accettando il verdetto espresso da libere elezioni. Se i futuri Consigli di Quartiere si riveleranno – come temiamo – sostanzialmente appannaggio di chi la pensa in un certo modo, di chi è gradito solo ad alcuni, la loro credibilità e di conseguenza il loro destino saranno segnati, perché la cittadinanza faticherà ad assegnare loro un ruolo importante. Il Sindaco e la Giunta sono ancora in tempo a correggere questo grave errore, modificando il regolamento e sottoponendolo di nuovo al Consiglio comunale: dimostreranno di avere a cuore la partecipazione popolare, piuttosto che il controllo politico del territorio.
Il Consiglio Direttivo dell’associazione “27 agosto”






















