Sono partiti i lavori per la ristrutturazione delle vecchie scuole di Pian di Rose dopo mesi di incertezze. Il progetto a cura dell’architetto Caterina Bernucci si presenta ambizioso e di grande servizio alla popolazione che ad oggi ha un centro civico limitato, poco accogliente e austero. L’investimento è per buona parte finanziato dal Gal tramite il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale e il restante dal Comune di Sant’Ippolito. La ristrutturazione ha come obiettivo l’adempimento di erogazioni di servizi educativi al di fuori dell’obbligo scolastico e di servizi per la cura di soggetti anziani come progetti per l’invecchiamento attivo. “Vogliamo dotare il nostro comune di uno spazio duttile che si adegui alle esigenze di tutta la comunità. Abbiamo come obiettivo la riqualificazione dell’edificio e dell’area circostante. L’intento è quello di restituirgli un effettivo uso pubblico che possa accogliere e adattarsi a esigenze e usi diversi”, spiega l’assessore Carlo Signoracci. L’edifico in via Giovanni Paolo XXIII risale ai primi del ’900; fu la sede di scuola elementare e asilo. Purtroppo negli anni ’90 fu abbandonato e adibito a mero deposito. “Lo stabile è d’interesse storico e dobbiamo lavorarci preservandone la struttura. Uniremo il giardino che lo circonda al campetto da calcio adiacente spostando l’isola ecologica. Ciò permetterebbe anche l’uso esterno in completa sicurezza”, aggiunge il sindaco Marco Marchetti. “Manterremo gli stessi accessi, quello che era l’ingresso dell’asilo verrà conservato così come persiste, mantenendo la piccola scala di accesso. Mentre l’ingresso delle elementari, quello verso il campetto, verrà adeguato abbattendo le barriere architettoniche tramite un’ampia scala”, argomenta l’architetto Bernabucci. “Il salone principale verrà ricavato dall’unione dei due vani che si affacciano al campetto, godendo così grazie alle ampie finestre di abbondante luce naturale. Lo stesso salone verrà lasciato libero da arredi fissi e ingombri vari. Mentre verrà ricavata una piccola stanza per lo stoccaggio di attrezzature e arredi connessi all’uso del salone. Sistemeremo i bagni. Rifaremo infissi e solai. Tutto verrà poi dotato di un impianto di riscaldamento e raffreddamento. Il piano superiore al momento rimarrà grezzo e non usufruibile dalla comunità, ma facilmente ultimabile in futuro”. Insomma i ricordi della nostra infanzia non verranno cancellati, ma arricchiti da nuovi che potremo condividere con i nostri figli. Il termine dei lavori è previsto per la primavera 2025.
Sonia Zanelli






















