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Ci siamo lamentati per 10 anni della totale mancanza di partecipazione di cittadini e associazioni da parte delle giunte Seri. Poi in campagna elettorale tutti i candidati sindaci hanno giurato che avrebbero fatto partire i consigli di quartiere, persino Fanesi che in 10 anni li avrebbe potuto far partire ma invece niente. E tutti a garantire che se fosse stato votato la partecipazione sarebbe stata al primo posto. Ora la vicenda dei consigli di quartiere ci fa capire che la montagna ha partorito il topolino. Nascono 10 quartieri invece delle 6 Circoscrizioni precedenti e in ciascun quartiere ci saranno 20 consiglieri: ma come saranno eletti? 15 di questi saranno eletti dal Consiglio Comunale! Ma come, il Consiglio Comunale elegge i consiglieri di quartiere, quindi non con la logica della partecipazione ma della cooptazione politica, riproponendo nei quartieri la maggioranza che c’è nel Consiglio Comunale! Non basta: ogni consiglio di quartiere avrà a disposizione una cifra irrisoria, 15-20 mila euro all’anno, con la beffa che viene eliminato il bilancio partecipato che nel suo primo anno di vita aveva coinvolto tantissime associazioni e soggetti di tutta la città. Proprio non ci siamo. La nostra proposta è quella di costituire, in ogni quartiere, una lista unica di persone interessate a farne parte: poi i cittadini di ogni quartiere eleggeranno tutti i 20 consiglieri, magari garantendo la presenza di 5 persone fra i 16 e i 35 anni, parità di genere ed altri criteri simili ma senza riproporre nei quartieri la contrapposizione dei partiti. Questo messo in piedi dalla giunta Serfilippi è al massimo un decentramento di poche funzioni e poche risorse. La partecipazione è un’altra cosa”.

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