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L’ex ferrovia Fano-Urbino, abbandonata da oltre 37 anni e ufficialmente dismessa da 13, rappresenta oggi una ferita nel nostro territorio, un simbolo di degrado con aree invase dalla vegetazione e disagio per tanti cittadini che abitano lungo il tracciato. Il Partito Democratico, insieme a In Comune con Mascarin e Fano Cresce, ha presentato una mozione in consiglio comunale per dare una nuova vita a questa infrastruttura, trasformandola in una risorsa strategica per la mobilità sostenibile e il turismo esperienziale di qualità. La nostra visione parte da un presupposto realistico: il ripristino di un treno turistico o commerciale è un’idea romantica ma del tutto impraticabile. La linea presenta criticità enormi:

  • problemi di sicurezza, con il tracciato che passa vicino alle case, attraversa quartieri popolosi e arterie ad alta densità di traffico e richiede il ripristino dei passaggi a livello;
  • costi insostenibili, con investimenti di centinaia di milioni di euro per rifare ponti, viadotti e gallerie, poi con una gestione dell’infrastruttura poco attrattiva per i capitali, privati e pubblici, a fronte di una domanda di trasporto insufficiente;
  • ostilità delle comunità locali, che subirebbero un impatto negativo significativo e che oggi la considerano pura fantascienza.

Al contrario, proponiamo un progetto integrato di riutilizzo collettivo del sedime ferroviario, come auspicato anche da RFI in varie pubblicazioni, che tenga insieme sostenibilità, innovazione e memoria storica:

  • un sistema di trasporto pubblico elettrico, con bus-navette per collegare quartieri e paesi, integrato a una ciclovia lineare e sicura e comoda;
  • valorizzazione degli immobili storici, mantenendo viva l’identità del tracciato e del passato ferroviario;
  • rigenerazione territoriale, trasformando l’ex ferrovia in un’infrastruttura del benessere capace di unire le comunità e incentivare il turismo.

Con la nostra mozione chiediamo che si renda finalmente pubblico lo studio di fattibilità di RFI, costato 1 milione e 350 mila euro di fondi pubblici e fermo da due anni nei cassetti del Ministero. È fondamentale per avviare un confronto serio e trasparente con i comuni della vallata, i cittadini e le associazioni, quelle a favore e quelle contro, per costruire insieme soluzioni praticabili e condivise. L’ex ferrovia Fano-Urbino può diventare il motore di uno sviluppo equilibrato e sostenibile, ma servono scelte coraggiose e una visione pragmatica. Alla maggioranza e alla giunta chiediamo di lavorare insieme per trasformare questa opportunità in realtà, coinvolgendo Regione Marche e RFI in un progetto che rilanci l’intera vallata del Metauro. La Fano-Urbino è un pezzo di storia ma è anche una straordinaria risorsa per il nostro futuro. Non lasciamola abbandonata e inutilizzata. Puntiamo su mobilità sostenibile, rigenerazione territoriale e promozione turistica. Questo è l’unico “treno” su cui dobbiamo salire: un’opportunità unica che non possiamo permetterci di perdere.

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Dimitri Tinti - consigliere comunale PD Fano

 

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