Marta Ruggeri
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In seguito ai risultati del monitoraggio sulla presenza di sostanze pericolose per la salute nelle acque prelevate dalle fontane pubbliche, divulgati dall’associazione Greenpeace Italia, mi sono immediatamente attivata per chiedere alla Giunta regionale di monitorare la situazione marchigiana e provvedere di conseguenza.

Nelle Marche Greenpeace Italia ha effettuato le analisi nelle città di Pesaro, Fano, Fabriano, Falconara, Ancona, Macerata, Civitanova, Fermo, Grottammare ed Ascoli. Positivi alla presenza di PFAS sono stati dieci campioni su dodici prelievi, seppur nessuno supera l’attuale soglia limite di legge. Le sostanze alchiliche perfluorurate e polifluorurate, meglio note come PFAS, sono interferenti endocrini estremamente persistenti nel nostro organismo, e possono avere effetti negativi sulla salute, come danni al fegato, malattie della tiroide, obesità, problemi di fertilità e tumori maligni. La caratteristica che rende particolarmente pericolosi i PFAS è il fatto che si accumulano nel sangue e nel fegato, rendendosi così biologicamente più disponibili e con lunghi tempi di smaltimento dall’organismo. Inoltre, alcuni di questi composti possono attraversare la placenta, con la conseguenza che anche i neonati sono esposti a queste sostanze se contenute nel sangue materno.   Ricordiamo la battaglia delle “mamme No PFAS” nel Veneto, la prima regione in cui è emersa questa forma di inquinamento, che portarono all’attenzione dell’opinione pubblica italiana questa emergenza ambientale: mamme allarmate per la salute dei loro figli, nel cui sangue furono rilevate alte concentrazioni di queste sostanze a causa dell’acqua inquinata. Già nel 2019 il Movimento 5 Stelle marchigiano, per voce dell’allora Consigliere regionale Fabbri e del gruppo locale, portarono a conoscenza dell’opinione pubblica la presenza di PFAS in alcuni pozzi ubicati in prossimità della zona industriale del Comune di Fermignano.   Per tali motivi mi sono fatta carico di depositare una interrogazione in Consiglio regionale per accendere un faro su questo tipo di inquinamento ambientale, ancora poco percepito dalla popolazione.

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Marta Ruggeri, Capogruppo del M5S in consiglio regionale

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