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La chiusura della filiale Intesa Sanpaolo a Frontone ha portato nella giornata di ieri alla manifestazione organizzata dal Comune con l’Unione montana del Catria e Nerone alla presenza di Uncem nazionale e Uncem Marche oltre a una nutrita rappresentanza della cittadinanza. Tanti sindaci e amministratori del territorio con il consigliere regionale Minardi hanno partecipato a fianco del primo cittadino Daniele Tagnani che ha così commentato: “È stata un’insolita situazione a cui non siamo più nemmeno tanto abituati, manifestare senza piangersi addosso. In piazza del Municipio si è chiesto alla politica di elevarsi, di invertire le logiche economiche che si basano esclusivamente sui numeri. In piazza del Municipio di Frontone, in rappresentanza di tante piazze che vanno dal Trentino alla Sicilia, non si è chiesto assistenzialismo, ma dignità e giustizia sociale per le aree decentrate. Grazie alla mia comunità, alle comunità limitrofe, ai sindaci e amministratori tutti che condividono con me la battaglia. Grazie al presidente nazionale di Uncem Bussone, a Uncem regionale e agli esponenti partitici che indistintamente dal colore, mi supportano. Il messaggio è chiaro, ora la politica regionale e nazionale apra un tavolo di concertazione con Intesa San Paolo, tavolo a cui chiederò cortesemente di essere invitato”.
Ha preso poi la parola il presidente dell’Unione montana nonché sindaco di Cantiano Alessandro Piccini: “Piena vicinanza e sostegno al sindaco Daniele Tagnani e alla comunità di Frontone riunita in una pubblica manifestazione contro la chiusura dello sportello bancario di banca Intesa. Tutti insieme abbiamo ribadito la centralità della questione delle aree interne e del mantenimento dei servizi, siano essi privati, come nel caso di oggi del Comune di Frontone, siano essi, a maggior ragione, pubblici, come sanità, scuola e mobilità. C’è urgenza di inserire in maniera forte e istituzionale, in qualsiasi programma politico, di qualsiasi colore, il tema del futuro delle aree interne come condizione imprescindibile a garanzia della futura vivibilità anche delle zone costiere. Mi auguro solo che dagli slogan e dalle parole si possa passare ai fatti e si riesca a mettere in piedi una strategia organica, unitaria, a tutela di quelle aree interne che rappresentano più del 60% del territorio italiano”. Sulla stessa lunghezza d’onda Uncem nazionale e regionale: “Questa non è solamente una battaglia simbolica, ma una necessità concreta per il futuro delle aree interne. L’assenza di una banca rappresenta un colpo durissimo per imprese, famiglie e anziani, mettendo a rischio la tenuta sociale ed economica del territorio. Rinnoviamo l’appello ad Anci Marche affinché si unisca a questa iniziativa che non riguarda solo Frontone, ma tutte le aree montane e interne che rischiano di essere progressivamente private di servizi essenziali. Ora pretendiamo risposte e soluzioni. L’atteggiamento di Intesa è miope e ignora il valore della presenza di servizi bancari nelle zone montane e il ruolo strategico che una banca dovrebbe avere nel sostenere il tessuto economico locale”.

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