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La legalità non è solo un insieme di norme, ma il battito incessante del cuore di una società che desidera essere giusta e libera. È il coraggio di fare scelte difficili, di alzarsi ogni giorno per difendere ciò che è giusto. È il sacrificio di chi ha scelto di non piegarsi mai alla mafia, alla corruzione, all’illegalità. Non solo i magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ma anche tutti quei giudici, forze dell’ordine, giornalisti, sindacalisti, politici, cittadini e sacerdoti che sono stati uccisi perché hanno avuto il coraggio di alzare la voce contro l’oppressione. La legalità non è solo il rispetto delle leggi, è un impegno che ci riguarda tutti, ogni giorno, in ogni gesto. Non possiamo permetterci il lusso dell’indifferenza. Ogni piccolo atto di coraggio, ogni scelta di vivere secondo i principi di giustizia, è un tributo a chi ha pagato con la vita. Non è un compito che possiamo delegare agli altri. Ogni cittadino, ogni magistrato, ogni giornalista, ogni appartenente alle Forze dell’Ordine, ogni sindacalista, ogni politico e ogni sacerdote ha il dovere di essere testimone di questo impegno, di non abbassare mai la testa di fronte a chi cerca di corrompere la giustizia.

Ne parliamo con Dario Falvo, Commissario Superiore della Polizia di Stato presso la Questura di Rimini e Daniele Paci, Pubblico Ministero presso la Procura della Repubblica di Rimini.

Modera Francesco Montanari, coordinatore della Primavera della Legalità

Dario Falvo ha iniziato la sua carriera nella Polizia di Stato nel 1990 lavorando da subito nel reparto scorte di Palermo; nel 1992 faceva parte della scorta di Giovanni Falcone.
Da molti anni ormai è impegnato nel trasmettere alle nuove generazioni i valori che contraddistinguono l’agire degli agenti della Polizia di Stato impegnati nella lotta alla criminalità organizzata.

Daniele Paci è magistrato dal 1992: il suo prima incarico è stato quello di Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Rimini, poi Giudice per le indagini preliminari e del dibattimento presso il Tribunale di Pesaro, successivamente alla Procura della Repubblica di Palermo, infine ad Ancona dove ha ricoperto il ruolo di Sostituto Procuratore applicato alla Direzione Distrettuale Antimafia.
Numerose le indagini da lui condotte e alle quali ha preso parte: la più conosciuta è la cosiddetta indagine sulla “banda della Uno Bianca”.

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A cura di: Associazione Culturale LiberaMente aps – Gruppo Fuoritempo – Primavera della Legalità – Coordinamento Antimafia della Provincia di Pesaro e Urbino – Patrocinio: Comune di Colli al Metauro – ingresso libero

Info: messaggi whatsapp 328 3879827 – liberamente.2009@yahoo.it

 

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