ENPA - GRIG – LAC – LAV – La LUPUS in FABULA – WWF Marche
È necessario fare chiarezza rispetto alle dichiarazioni di Antognoni, presidente regionale di Federcaccia, che all’assemblea annuale di Fano ha annunciato con toni trionfalistici “potremo abbattere anche i lupi”. Sembrerebbe infatti che chiunque possieda una licenza di caccia ora possa uccidere tutti i lupi che vuole… Questo non appena il Governo avrà deciso le quote regionali, rispetto al numero indicativo di 150 esemplari stabilito dall’Ispra a livello nazionale. Ovviamente non è così! L’Unione Europea ha ufficialmente avviato l’iter per modificare lo status di protezione del lupo da “specie particolarmente protetta” a “specie protetta” a seguito del declassamento della specie nella Convenzione di Berna, voluto da alcuni paesi europei, in particolare l’Italia. Ma solo al termine della modifica delle norme della Direttiva Habitat (uno degli strumenti legislativi più importanti a tutela della biodiversità e degli ecosistemi in Europa) ogni singolo Paese Ue potrà dare avvio ad una riduzione selettiva della popolazione del lupo e solo con una “deroga”, ovvero un provvedimento eccezionale, sottoposto peraltro a rigidissimi vincoli, accompagnato da comprovate dimostrazioni, così come deve essere comprovata l’assenza di altre soluzioni soddisfacenti! Quindi non è affatto vero che sia stata riaperta la “caccia al lupo”, come parrebbe dalle trionfalistiche dichiarazioni del presidente di Federcaccia! Bisognerà inoltre attendere che la Corte di Giustizia Europea accolga il ricorso presentato da cinque associazioni animaliste che sostengono che il declassamento non sia supportato da solide basi scientifiche, ma sia solo il frutto di una decisione prettamente politica e ideologica. Infatti, il contenimento numerico dei lupi, con l’eliminazione fisica, è una soluzione inutile e anche pericolosa. Inutile, perché le zone “liberate” dai lupi uccisi verrebbero subito rioccupate da altri lupi giovani in dispersione, in cerca di nuovi territori in cui cacciare e formare una coppia. Pericolosa perché il lupo è ancora una specie vulnerabile e le popolazioni non sono stabili, ma variano in relazione alla presenza di prede, alla pressione venatoria su queste (ad es. i cinghiali), e alla mortalità dovuta al bracconaggio e agli incidenti stradali (sempre più in crescita). Inoltre, le uccisioni sui nuclei familiari dei lupi possono destrutturarne i branchi, favorendo la dispersione di individui solitari che cacciano prede più semplici, come gli animali domestici. Il censimento fatto in Italia nel 2021 stima una popolazione di circa 3.300 individui, ma chi studia il lupo in maniera continuativa da trent’anni, come Ciro Manente (ass.ne Popoli e Lupi), testimonia che nell’ultimo anno alcuni branchi si sono notevolmente ridotti a causa della corrispondente riduzione dei cinghiali. Ma perché i cacciatori ambiscono così tanto a cacciare i lupi? Al di là di motivi psicologici e culturali, la ragione prevalente è che il lupo è il principale competitore del cacciatore di cinghiali! Infatti la preda principale del lupo sono proprio i cinghiali, in particolare quelli giovani, ed i cacciatori si vedono così sottrarre l’oggetto del loro passatempo e conseguentemente diminuiscono anche i loro introiti derivanti dal commercio della carne macellata. Pertanto, i cacciatori, diversamente da quanto lasciano credere, non fanno affatto gli interessi degli agricoltori o degli allevatori, ma solo i propri: infatti in varie occasioni alcune squadre di cinghialai hanno attribuito al lupo la causa della diminuzione della presenza di cinghiali nelle loro zone di caccia. Il lupo è un predatore apicale e svolge un ruolo fondamentale nel regolare le popolazioni di ungulati, come cervi, caprioli e cinghiali e la sua presenza varia in funzione delle prede. Quindi dobbiamo lasciar fare a Madre Natura, consapevoli che, se si adottano le necessarie cautele, il lupo non sarà mai pericoloso per gli animali domestici, nè tantomeno per l’uomo!





















